L’editoria digitale, sempre più spesso chiamata digital publishing, è il fenomeno che ha portato gli editori ad adattarsi al “nuovo” mondo digitale e ad adattare i propri contenuti agli attuali e sempre più tecnologici standard informatici.
Questo cambiamento ha mutato in maniera sempre più repentina il mercato di riferimento, offrendo all’utente finale strumenti all’avanguardia in grado di aprire un vero e proprio nuovo mondo dell’informazione.
In questa pubblicazione verrano affrontati i passi che hanno portato a questo cambiamento, gli stessi che hanno definito le linee guida della nuova editoria digitale in Italia.
Dalla carta stampata all’editoria digitale
Se fino a pochi anni fa l’editoria era completamente occupata dalla carta stampata, oggi si può tranquillamente suddividere in due categorie: l’editoria classica e l’editoria digitale.
Pubblicare un libro, un testo, un saggio od anche un periodico ha dato maggior respiro agli editori negli ultimi 20 anni, aprendo nuovi orizzonti in ambito digitale.
Le regole dell’editoria sono state completamente sconvolte e riscritte con l’avvento dei dispositivi digitali per la pubblicazione dei contenuti.
Dapprima la carta stampata permetteva di “regalare” al pubblico diverse pubblicazioni che sarebbero state, eventualmente, aggiornate con nuove edizioni periodiche o con seguiti editoriali con scadenze ben definite; l’editoria digitale ha permesso una rivisitazione delle più lunghe tempistiche dell’editoria analogica permettendo all’editore ed ai suoi operatori di fornire sempre più adeguate e veloci risposte ai cambiamenti ed agli aggiornamenti degli scritti.
Anche la ricerca dei contenuti ha cambiato faccia: l’utente finale dapprima poteva solo ed unicamente basarsi su alcuni ambiti di ricerca (titolo dell’opera, anno d’uscita, autore ed editore), mentre con l’era dell’editoria digitale la ricerca ha assunto parametri ben più ampi, concedendo all’utente finale la possibilità di ricercare anche paragrafi specifici all’interno di un testo, a sua volta inserito in un database più o meno ampio.
I cambiamenti per chi scrive un testo
I cambiamenti in ambito digitale hanno dunque influenzato anche il metodo di scrittura di un autore di testi o articoli.
Passando dalla penna alla tastiera si sono incontrate problematiche legate all’esigenza dell’utente finale.
Parlando per esempio di un articolo di giornale digitale, è ben più frequente vedere abbandonata la lettura di un contributo anche solo dopo la lettura di mezzo paragrafo, come anche la lettura di un libro e-book.
Certamente l’avvento dei nuovi supporti digitali hanno suggerito una maggior rilassatezza dell’utente finale che oggi ha messo in cima alle proprie preferenze: comodità, immediatezza e velocità.
Tre aggettivi che applicati all’editoria digitale si affiancano volentieri al risparmio economico, esigenza sempre più richiesta in questo periodo storico.
Altro aspetto interessante è l’ampliamento del pubblico di riferimento. Se prima, per esempio, un giornale economico veniva unicamente acquistato e letto da una nicchia interessata all’argomento, oggi ed anche attraverso le condivisioni social, alcuni autori vengono letti indistintamente da studenti, pensionati business man e casalinghe.
I supporti a disposizione, la produzione multimediale e l’utente finale
Cambiamenti importanti sono stati necessari con la produzione multimediale.
Il fascino della carta è stato sostituito dall’immediatezza della multimedialità. Dapprima con l’utilizzo dei computer, poi con l’introduzione di smartphone e tablet, ci sono state grosse novità a livello tecnologico.
I flussi di lavoro con sviluppi dei vari macchinari hanno permesso un grande progresso dell’industria editoriale, oggi altamente sofisticata e affiancata al mondo digitale.
Il cambiamento ha coinvolto anche l’utente finale, prima abituato a logiche ben diverse.
Un cambiamento che ha, in un certo senso, aperto un modo totalmente nuovo e ricco di opportunità.
Nuovi supporti vuol dire anche nuove possibilità di business, attività che sempre più in maniera diffusa possono coinvolgere categorie di persone (prima gli ingenti costi non permettevano di accedere tutte le persone a questo mondo).
Internet ha sconvolto anche il mondo dell’editoria, oggi senza distanze barriere e confini.
Il nuovo business nell’editoria digitale
Molti editori storici, e molti altri nuovi del mercato, possono oggi investire le proprie risorse per il il business in digitale.
Spazi pubblicitari: già esistenti nella vecchia editoria analogica, ha visto il suo sviluppo anche nel digitale, e sono nate nuove figure professionali che oggi occupano un ruolo fondamentale all’interno di uno staff editoriale.
Vendita online: i marketplace stanno sostituendo le vecchie edicole e biblioteche. E non solo, perché anche gli editori online oggi investono quasi unicamente in librerie digitali, con stampa delle singole opere on demand. Un esempio su tutti è Amazon.
Basse tirature e personalizzate: Uno strumento incredibile ed assolutamente proibitivo nella vecchia editoria. Il digitale si è inserito con prepotenza anche nella produzione e gli editori hanno avuto la capacità di adattarsi e modificare il proprio business plan nel corso degli ultimi anni.
Portali di nicchia: le stesse case editrici hanno provveduto a creare piccoli portali di nicchia con la possibilità di attirare singoli utenti interessati ad un determinato settore. Rispetto all’era analogica, dove l’editore per farsi conoscere doveva investire molto denaro dedicato alla promozione su un determinato territorio, oggi e attraverso il web, le possibilità di farci cercare e trovare sono notevolmente aumentate a cifre tutto sommato più accessibili.
Servizi in abbonamento: uno strumento ad alto impatto e successo sono i servizi in abbonamento. Come succede, ad esempio per alcuni bollettini regionali, l’utente finale avrà la possibilità di avere accesso ai contenuti in formato digitale con una cadenza periodica e costante nel tempo. In molti casi come questo il cartaceo è stato completamente soppiantato dal digitale.
La personalizzazione dei servizi e l’evoluzione della produzione
In molti casi gli editori sfruttano le nuove opportunità dell’editoria digitale create a favore della produzione e della distribuzione.
Le case editrici hanno continuato a produrre nuovi contenuti, non molto differenti rispetto all’era cartacea; il vero cambiamento è arrivato con l’esigenza di diminuire la tiratura ed aumentare la richiesta on demand.
A questo vengono in contro gli e-commerce, negozi virtuali in grado di trasformare una specifica richiesta in una produzione personalizzata e veloce, sia in formato digitale che cartaceo.
Nessun magazzino richiesto, tanta velocità ed immediatezza oltre ad un servizio che non necessita di decine di dipendenti ha permesso una forte riduzione dei costi legati alla produzione e alla customer care.
Le tipografie, di conseguenza, non sono più legati a minimi di produzione e questo aspetto ha ottimizzato anche i capitali destinati alla produzione.
In molti casi gli editori offrono la possibilità di stampare copie singole. Questo non sarebbe mai stato possibile in passato se non a cifre astronomiche e inaccessibili.
Si evince che il passaggio da cartaceo a digitale ha sicuramente ridotto i volumi di stampa, creato nuove opportunità produttive un tempo impensabili e sviluppato nuovi canali di business.
Matteo Venturini
Fonti:
Matteo Venturini, La divulgazione dei contenuti e la promozione online in ambito turistico, Padova 2013 – Primiceri Editore (ISBN: 9788898212293);
Fabio Brizio, Giovanni Terzi, Epub per autori, redattori, grafici, 2011 – Apogeo (ISBN: 9788850330249);
Matt Garrish, Markus Gylling, EPUB 3. Le tecniche migliori per pubblicare ebook, 2013 – Tecniche nuove (ISBN: 9788848128322).


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