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di Giovanni Reho – L’esigenza dell’utente di un contratto o di un parere legale (oppure di un documento bancario, fiscale o assicurativo) è la sua immediata fruibilità e comprensione. Gli elementi che consentono questo obiettivo sono oggetto di studi e approfondimenti.

La necessità diffusa è quella di un testo di design, elaborato per renderlo piacevole, efficace e funzionale alla lettura. Si tratta del nuovo e crescente legal tech trend: dall’old style al legal design.

Un parere, un contratto e la stessa legge devono essere accessibili, trasparenti e attrattivi.

Questo il compito del legal designer: trasformare i tortuosi nodi del linguaggio giuridico in comunicazione semplice, fluida ed immediata, ripulendo dal linguaggio giuridico ogni retaggio tecnico nel pensare e scrivere.

Il metodo fondamentale del legal design si propone:

–       di rendere comprensibili e intellegibili le informazioni di contenuto e valore giuridico, anche quelle che riguardano la progettazione di software ed applicazioni in ambito giuridico e giudiziario;

–       di rappresentare anche con immagini, flussi e diagrammi gli effetti di un contratto oppure il contenuto di norme e di provvedimenti di legge;

–       di trasformare ogni complessa informazione in contenuto immediatamente accessibile;

–       di tradurre processi giuridici complessi in immagini e testi semplici.

Questa abilità è possibile grazie a studi tecnici approfonditi, ma anche con metodi ed esercizi di scrittura che dovrebbero essere il bagaglio fondamentale di chi pratica il mestiere di scrivere.

Provo a sintetizzare alcune regole di esperienza.

Una frase o uno testo devono essere elaborati molte volte sino a raggiungere il risultato migliore in termini di semplicità, immediatezza, concisione ed efficacia.

Attenzione anche al ritmo, armonia e sonorità. La piacevolezza di un testo è anche sensoriale. La semplicità di un testo può apparire “geometrica” perdendo di attrattiva. Ecco allora l’importanza della ricerca del ritmo delle parole, dell’armonia nel legarle accuratamente al loro significato, selezionando parole semplici e sintoniche tra loro per colore e percezione sonora.

La frase e il testo devono essere puliti da ogni inutile costruzione concettuale riducendoli all’essenziale, senza stravolgere il significato e la comprensione. Un esercizio efficace è quello di fare uno screening del testo o della frase eliminando ogni espressione, parola o articolazione ridondante e superflua. Questo esercizio è fondamentale e deve quasi mirare all’esasperazione nella eliminazione dell’inutile.

Può aiutare stabilire un numero massimo di parole e riscrivere o ridurre il testo sino a quando non è raggiunta la soglia predeterminata.

Il risultato finale sarà una lettura semplice ed elegante, come ogni espressione di stile in cui la semplicità è eleganza armonica.

Attenzione ad un possibile effetto collaterale. Le dosi sono fondamentali come gli ingredienti di un buon piatto.

Semplicità non è mai banalità o ingenuità. Stare attenti a evitare ogni deriva. È indispensabile mantenere un adeguato controllo tra logica (lucidità del pensiero tradotta in parole) e semplicità (traduzione del pensiero in un testo appagante e comprensibile).

Un altro utile suggerimento è evitare, se possibile, lunghe premesse che riguardano la storia o l’evoluzione di una legge o di un percorso giurisprudenziale. Chi deve fruire del documento desidera giungere al cuore essenziale. Cosa e quanto devo capire e cosa e quanto devo immagazzinare del testo.

Ancora due componenti essenziali.

Competenza ed esperienza nello specifico settore o disciplina giuridica. Il legal designer non può perdere di vista l’obiettivo di disciplinare o tutelare in modo corretto e adeguato il cliente nel rispetto della materia giuridica di riferimento e delle esigenze obiettive e personali del caso concreto.

Conoscenza e studio del contesto di riferimento. Se devo redigere un contratto per la realizzazione di un impianto per la produzione di energia pulita, devo studiare e approfondire l’argomento tecnico e scientifico nel modo più analitico possibile. Questo studio preliminare consente una visione completa del contesto e permette al professionista di arricchire la disciplina del contratto di elementi e contenuti che normalmente non sono accessibili, con il risultato della soddisfazione dell’utente e della propria crescita professionale.

Contenuti da evitare.

La tecnica di redazione di un contratto è cambiata. Non servono cinquanta pagine. Meglio richiamare gli allegati e redigere un testo contrattuale compiuto ed essenziale. Evitare se possibile il “dizionario” preliminare del significato delle parole considerate più importanti nel contratto. È una tecnica che apparentemente aiuta la comprensione del testo e che invece comunica al lettore la percezione di un testo specialistico e complesso, da decifrare con un continuo ed esasperante rinvio ai “significati” delle parole “tradotti” nel glossario preliminare.

Ridurre all’essenziale le parole o le espressioni idiomatiche in prestito da altre lingue. L’essenzialità è antitesi all’erudizione. Alcune parole straniere hanno diritto di cittadinanza esteso alla conoscenza di tutti, senza però esagerare. Molte espressioni di lingua straniera connotano un testo tecnico e parametrato alla conoscenza dei soli addetti ai lavori. Quindi non in linea con il nostro obiettivo.

Utile sapere che ormai il legal design riguarda avvocati, notai, giuristi, designer, comunicatori e gli stessi programmatori. Il futuro dell’intelligenza artificiale richiede un sano dialogo tra uomo e macchina. Il robot deve essere addestrato in modo etico e con un linguaggio comprensibile. È una delle cd. fusion skills del futuro, cioè addestrare l’alleato algoritmico ad usare un linguaggio semplice ed accessibile.

Il legal design avrà una forte influenza nella formulazione delle leggi, nella progettazione di procedure di rilievo pubblico ed in ambito giudiziario perché, come afferma Ignazio Vittorio Felcher, cultore di Informatica Giuridica presso l’Università degli Studi di Milano e autore di un articolo sul “legal design” per il sito dell’Associazione Nazionale Magistrati, “procedure ben progettate, a partire dalla loro funzionalità rispetto all’utente, e output chiari e intellegibili, sono un valore perché ampliano la platea dei cittadini consapevoli e in tal modo anche uno strumento di democrazia”.

Il legal designer può servirsi dell’intelligenza artificiale ma deve farlo con parsimonia. Ogni singolo caso richiede il contributo della nostra intelligenza personale che non ha natura solo algoritmica. Ogni documento è diretto a persone che sono sempre più in grado di percepire l’artificiosità e l’assenza della componente empatica, emotiva e sensoriale di chi scrive.

Nell’era dell’egemonia dell’IA questo aspetto deve essere oggetto di grande attenzione. Possiamo credere alle stupefacenti promesse della giustizia predittiva. Esiste pur sempre nel nostro ordinamento il principio del libero convincimento del giudice che consente al sistema giuridico di essere e rimanere un’esperienza essenzialmente umana e come tale sempre adattata al singolo caso concreto. Elementi e consapevolezze che valorizzano il fondamentale ruolo della giustizia destinata alla persona e alla tutela dei valori democratici e costituzionali. In questo contesto, il contributo di un esperto legal designer sarà quanto mai richiesto anche nel suo necessario ruolo di mediatore di democrazia comunicativa.

Avv. Giovanni Reho

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