Mario_Draghi_1(di Giuseppe La Rosa) Il Direttivo della Banca centrale europea, com’era prevedibile, ha approvato ulteriori manovre espansive per rilanciare l’economia dell’Ue. L’obiettivo è sempre quello già presentato dal Consiglio un anno fa, riportare la crescita nell’Eurozona e raggiungere un adeguato margine di inflazione.

Lo scorso anno, quando il presidente Mario Draghi annunciò il Quantitative Easing (Qe): la massiccia immissione di liquidità tramite l’acquisto di titoli di stato per 60 miliardi al mese, le prospettive per il 2016 erano positive.

Ma, a distanza di un anno, poco o nulla è cambiato nel quadro internazionale ed Europeo; dunque la Bce ha deciso di ampliare il pacchetto di interventi, prima di tutto sui tassi: il tasso di riferimento principale è sceso allo 0% dallo 0,05%; quello di rifinanziamento marginale è passato a 0,25% da 0,30%.

La sorpresa ha riguardato, invece, il tasso sui depositi, che ha subito un ulteriore calo in negativo con un taglio da -0,30% a -0,40%. Tutto ciò, al fine di spingere le banche a tornare a far credito, sia alle famiglie sia alle imprese. La Bce ha anche potenziato il Qe, l’acquisto dei titoli di stato, incrementando di 20 miliardi, arrivando alla quota di 80 miliardi al mese.

Così facendo la Bce spera di avviare la ripresa dell’economia europea, che continua ad essere in una fase stagnazione. Infatti, le stime di crescita sono state ulteriormente riviste al ribasso, appena l’1,4% nel 2016, a fronte dell’1,7% stimato tre mesi fa. Anche per il 2017 le previsioni sono negative rispetto alle attese, dall’1,9% si è passati all’1,7%,.

Inoltre il livello generale dei prezzi è ancora lontano dagli obiettivi prefissati dalla Bce. Secondo le previsioni, l’inflazione per quest’anno aumenterà solo dello 0,1%, a fronte dell’1% previsto a dicembre. Distante quindi dal 2%, considerando anche che per il 2018 la stima è soltanto dell’1,8%.

Durante il suo intervento, Mario Draghi, ha affermato: “Nell’eurozona è in corso una ripresa non spettacolare ma graduale e continua. Ci vorrà tempo per raggiungere il nostro target di inflazione”.

Concludendo ha anche sottolineato l’esigenza di agevolare la ripresa mediante adeguate politiche fiscali. Su questo punto, secondo il numero uno della Bce, i governi devono fare la loro parte. “Nella maggior parte dei paesi dell’Eurozona bisogna accelerare gli sforzi per le riforme, le politiche fiscali dovrebbero sostenere la ripresa pur continuando a rispettare le regole dell’Ue”.

 

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