aa(di Giulio Perrotta) E’ noto in natura che tra organismi di uno stesso ecosistema si possano creare “interazioni biologiche”. Alcune comuni, altre “singolari”, comunque tutte necessarie per garantire la pacifica coesistenza.

L’Interazione biologica, quindi, si realizza fra gli organismi di uno stesso ecosistema, in quanto non possono esistono “individui” che vivano totalmente isolati dal loro ambiente circostante.

Le interazioni si classificano in base all’influenza sulla densità delle popolazioni presenti nell’ecosistema e possono essere:

a) positive (+),  se l’aumentano;

b) negative (-), se la diminuiscono;

c) neutrali (= ovvero 0), se non comportano cambiamenti;

d) miste (0/+ ovvero 0/-), se il cambiamento è oscillante e ricombinante.

Tra le forme più comuni ricordiamo la “competizione” e lo “sfruttamento”, in cui rientrano il comportamento predatorio, il parassitismo e la mutualità, e il “commensalismo”.

Esistono poi interazioni “bizzarre” che ricordano molto il comportamento umano. Faccio riferimento all'”inquilinismo”, quale forma specifica di commensalismo, in cui una specie beneficia dell’essere albergata, mentre l’altra non è né beneficiata né pregiudicata.

Cosa c’è di particolare? Alcune luoghi nel quale soggiornare sono piuttosto angusti e privi di luce, come l’orifizio anale!

Prendiamo in esame l’Holothuria Tubulosa e il Carapacus Agus: per quest’ultimo, non c’è posto più accogliente e sicuro dell’ano dell’ospitante, a riparo da pericoli e da faticosi percorsi marini. Certo, l’ospite non potrebbe offendersi se ricevesse affettuosi richiami del tipo: “Mi stai in c _ _ _!”

Come dargli torto, in fondo. Un conto è dividere la casa, un conto e sopportare intrusi “invadenti”!

Ma non c’è che dire… in natura, l’adattamento è fondamentale, sotto ogni profilo.

E se l’Holothuria Tubulosa (chiamato comunemente “cetriolo di mare” per la sua incredibile somiglianza con la verdura), con il suo corpo cilindrico allungato con varie protuberanze disposte irregolarmente più o meno sviluppate, di circa i 30 cm di lunghezza, è l’ospitante ideale per effettuare pratiche di “inquilinismo anale” per piccoli pesci, il Carapus Acus è l’ospite ideale per forma e dimensioni per rifugiarsi all’interno dell’oloturia utilizzando il foro anale come porta d’accesso (difatti, l’adulto penetra nell’ano del “cetriolo” dalla coda, stazionando nell’ultima parte dell’intestino e respirando grazie alla corrente d’acqua che l’Echinoderma mantiene nel tubo digerente e grazie ai movimenti che vengono prodotti dal pesce. In questo video si può notare l’approccio “al quanto diretto” tra i due organismi viventi …: https://www.youtube.com/watch?v=5Uid6KZZ15Q&feature=youtu.be

Più educata è Larva Tenuis, che preferisce l’orifizio orale a quello più privato e ombreggiato.

Insomma, non c’è che dire, tra rifugi segreti, movimenti intestinali e interazioni “marine”, il mare riserva sempre sorprese incredibili…

Comments

comments