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Il presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa ha chiuso oggi l’VIII Congresso giuridico-forense per l’aggiornamento professionale che si è tenuto a Roma dal 14 marzo ad oggi. “Lavoriamo con determinazione alla piena attuazione della riforma forense”. Roma. La competitività della professione si gioca su due elementi: la competenza tecnica, solida e aggiornata, e la dimensione europea. “Così il nuovo avvocato potrà rafforzare la difesa dei diritti dei cittadini e la sua vocazione alla consulenza preventiva”.
Tira la somme di tre giorni di inteso lavoro per l’aggiornamento della professione, il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, che ha chiuso oggi l’VIII Congresso giuridico-forense per l’aggiornamento professionale. “Ai giovani avvocati dico di continuare ad avere fede nel diritto e di vivere la professione con il cuore. E con la passione per l’aggiornamento “.

Le due relazioni magistrali conclusive sono state affidate a Natalino Irti e Antonio Tizzano. Irti ha sollecitato i presenti ad ampliare le proprie competenze, ricercare una grande tecnicalità, anche al servizio della sfera pubblica.
Tizzano, giudice presso la Corte di Giustizia della Comunità europea, ha sottolineato come la dimensione europea, il diritto comunitario sono stati gli ambiti che più hanno contribuito alle innovazioni nella legislazione dei paesi membri. “Nel dialogo oggi proficuo tra tante Corte e tante Carte dei diritti, occorre districarsi affinché la difesa dei diritti dei cittadini si giochi bene in tutti gli ambiti”.

Non è un caso che in questi tre giorni di lavoro, il tema della importanza della formazione e della specializzazione degli avvocati siano stato più volti evocati. La qualificazione è lo strumento di garanzia della indipendenza e dell’autonomia della professione al servizio del diritto di difesa.
Qualità tutt’altro che acquisite una volta per tutte. Quanto esse siano indispensabili per un sistema realmente democratico è stato testimoniato dalle parole del presidente della Corte Costituzionale moldava, Alexandru Tanese, e dal presidente dell’Unione degli avvocati moldavi, Gheorge Amihalachioaie, intervenuti nella sessione dedicata al Diritto di difesa e ruolo dell’avvocato.
Il CNF e l’Avvocatura moldava hanno stipulato un protocollo d’intesa per la collaborazione e il supporto alla costruzione di un sistema giuridico e giudiziario democratico in Moldavia. Repubblica parlamentare, solo nel 2009 ha avuto la svolta verso un regime pienamente democratico e l’Avvocatura locale ha avuto un ruolo strategico.
“L’avvocatura non è solo una professione liberale ma è una istituzione indispensabile per lo Stato di diritto, non concepibile”, ha riferito Tanese. “Durante il regime comunista l’avvocatura ha cercato di affermare i valori dello stato di diritto, facendo valere i diritti fondamentali davanti alla Corte di Strasburgo e ottenendo giuste condanne contro il Governo. Dal 2009 le petizione alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono diminuite del 30% “.

Giuliano Amato, Stefano Rodotà, Guido Calabresi, Giuseppe Tesauro, Angelo Falzea (al quale il presidente Alpa ha consegnato il premio per meriti insigni nella professione forense), Alexandru Tanese, Giovanni Canzio, Pietro Rescigno il presidente della Cassa Bagnoli, i presidenti delle Associazioni forensi, tutti i consiglieri del Consiglio nazionale forense, si sono alternati nelle oltre 51 sessioni tematiche dedicate alle riforma, alla professioni, alle prospettive del Paese. Ed oltre a loro, i titolari delle cattedre più prestigiose hanno analizzato tutte le riforme dell’ultimo anno, da quella del lavoro, a quella anticorruzione.

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