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di Giovanni Reho – Chiedete ad un atleta quanto tempo serve per diventare un campione. Ad uno scienziato per mettere a frutto le proprie idee, allo scrittore per scrivere un ottimo libro, allo chef per formare una brigata vincente, all’avvocato per una difesa efficace oppure al musicista per comporre una melodia che fa vibrare la pelle e allo scultore che nella pietra vede l’opera compiuta.

Il tempo è un tunnel tortuoso che partorisce la luce se lo si percorre per intero. Così anche per i nostri sogni. Il loro migliore alleato è il tempo, lanciando il cuore oltre l’ostacolo. Ogni nostro obiettivo si nutre di tempi indefinibili, in un circolo continuo che ossigena le nostre energie ideative e le nostre capacità realizzative.

Nessuno ha realizzato qualcosa di grande controllando le lancette dell’orologio. Non fidatevi del contrario.

Nella fase fondamentale della vostra formazione, se il tempo che dedicate al vostro sogno diventa un problema non siete sulla strada giusta. Forse dovreste fermarvi e riflettere e, come è giusto, capire se state facendo quello che realmente vi rende felici.

Se pensate che gli strumenti moderni dell’intelligenza artificiale possono migliorare alcuni processi è giusto crederci. Non confondete però i vostri obiettivi con gli strumenti per raggiungerli. Sono due cose diverse. Qualunque sia il vostro obiettivo, potrete ridurre i tempi di ogni processo ma il tempo per il vostro progetto richiede fasi di maturazione e di consapevolezza che nessuna macchina può sostituire.

Provate a sperimentare la libertà di realizzare il vostro sogno e vedrete come il tempo libero si incarna nel tempo stesso dedicato intensamente al vostro lavoro e quanto possa essere fastidioso e disturbante interrompe la vostra concentrazione.

Il tempo libero è uno straordinario invito ad una pausa dal vostro sogno al momento giusto. Sarà lui stesso a dirvi quando prendere le distanze per lasciarlo decantare. Questa la giusta dimensione tra tempo libero e lavoro negli anni migliori della formazione.

Lavorare è ascoltare sé stessi. Alimentare un profondo sentimento di empatia di sé e stabilire in modo libero e autonomo tempi e modi per le nostre pause.

Provate la bellezza del tempo libero dopo avere lavorato intensamente al vostro sogno e confrontatevi invece con la frustrazione di inutili pause quando avrete capito di avere realizzato molto poco dei vostri progetti.

Bisogna fare attenzione ai facili slogan creati ad hoc per creare alternative distraenti e nuove mediocrità al servizio degli altri.

In alcuni casi si cela l’obiettivo di offrire vacue soluzioni accattivanti per insinuare con destrezza la supplenza nel lavoro dell’uomo con l’intelligenza artificiale oppure provocare un appiattimento generale per stabilire nuovi domini invisibili sulla persona.

Nulla potremo realizzare del nostro talento senza il tempo. Chiedete ad un arruffone quanti minuti bastano per creare un disastro irreparabile e a chi non ha realizzato i propri sogni quanto tempo si è concesso per non averli mai realizzati.

Giovanni Reho

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