Una delle professioni di maggior successo degli ultimi anni è certamente quella del web designer. Si tratta di un professionista esperto nella progettazione e creazione di siti web. Nello specifico, è colui il quale sovrintende al funzionamento tecnico del sito e al coinvolgimento degli utenti che lo visitano. Si tratta, insomma, del’artista per eccellenza del web, colui il quale unisce il rigore dei linguaggi di programmazione (HTML, CSS, PHP, Javascript e quant’altro) con le necessità di una piacevole esperienza di navigazione (“user experience”).

“Come tutte le professioni del web, la figura del web designer si è evoluta rapidamente negli ultimi anni” ci spiega Marco Loprete, consulente di digital marketing e web designer freelance di base a Pescara, Abruzzo. “Negli anni ’90, l’epoca dei primordi del web, il design dei siti era ancora rozzo se paragonato agli standard di oggi”. Gli anni 2000, spiega Loprete, hanno segnato indubbiamente un passo in avanti. “I siti erano pieni di effetti grafici, animazioni, musiche di sottofondo, anche troppo. I contenuti finivano in secondo piano, e la navigazione poteva diventare un’esperienza frustrante”. Uno degli strumenti più adoperati all’epoca era Flash, di recente andato in pensione, che consentiva la creazione di siti ricchi di animazioni. L’avvento del web 2.0, di cui la massima espressione sono i social network, ha cambiato tutto. “Al centro c’era l’esperienza utente, dunque era importante unire piacevolezza grafica e agilità nella fruizione dei contenuti. Da lì, il concetto di interfaccia grafica si è notevolmente evoluto”.

A partire dal 2008, data dell’uscita del primo iPhone, la tendenza principale del design era lo scheumorfismo, un approccio grafico che ricercava un effetto di verosimiglianza, il marchio di fabbrica dei prodotti Apple. Nel 2012, con Windows 8 Microsoft lanciò il “flat design”. Il “design piatto” si basa su uno stile minimale, fondato su pochi elementi grafici che consentono di ottenere interfacce snelle ed efficienti. Nel 2014, un’altra rivoluzione: Google introduce il Material Design, il quale, spiega Loprete, “si basa sull’uso di layout a griglia, animazioni, transizioni ed effetti di luce e ombra, per rendere l’illusione del cartaceo”. Questi approcci sono all’opera sui nostri dipositivi mobile, danno forma e colore alle app, abbelliscono i social network, impreziosiscono ogni interfaccia. Ma i siti web?

“Per quanto i siti web”, spiega Marco Loprete, web developer esperto nell’uso di WordPress, la piattaforma per la creazione di siti più diffusa al mondo, “all’infuori di progetti particolarmente rifiniti, interattivi, dinamici, prevale la logica del ‘content is the King’, un vecchio adagio del web marketing che mette i contenuti al centro”. Il design è leggero, essenziale, ed anche quando è elegante tende a un certo dinamismo. “Realizzo siti web per aziende, professionisti, brand, negozi, e il minimo comun denominatore è la fruibilità, soprattutto su mobile. E’ dagli smartphone che arriva oggi la quota maggiore del traffico di internet, dunque occorre tenerne conto in fase di progettazione. Sovraccaricare il sito di grafica, animazioni, video non paga, perché rallenta la navigazione, a tutto svantaggio della capacità del sito di generare contatti, richieste, conversioni”.

Il web designer, dunque, è creativo e pragmatico al tempo stesso, sintetizza piacevolezze visive e necessità pratiche. “E’ un comunicatore d’immagine”, conclude Loprete, “il suo lavoro è trovare il punto di contatto tra le esigenze del cliente e quelle degli utenti. E’ una sfida molto stimolante, e sono certo che i prossimi anni ci regaleranno parecchie sorprese!”.

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