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(di Andrea Dasso) Due settimane fa, vi avevamo presentato l’EP d’esordio della giovane cantante alessandrina Benedetta Raini (i più distratti possono trovare qui l’articolo). Oggi, siamo riusciti a scambiare due parole con Benedetta che ci ha raccontato un pò di sé e delle sue canzoni, buona lettura!

Iniziamo parlando un po’ del tuo nuovo singolo, raccontaci qualcosa su come nasce e qual è il significato di Stata Mai

“Stata Mai” nasce per raccontare della fine di un’amicizia, ai tempi nostri, condizionata da social e con mille fraintendimenti. Esistono ben poche canzoni sul tema, quindi ho pensato di scriverne una.

Questo brano è il secondo singolo estratto da Frammenti, il tuo primo EP, descrivicelo in 3 parole

Adolescenza, fasi ed evoluzione.

C’è una canzone dell’EP a cui sei più legata?

“Non me ne frega se non ci vedo bene”, il brano che conclude FRAMMENTI. Parla dell’arma a doppio taglio che è l’ambizione, che dà una grande forza di volontà ma porta con sé anche una grande insoddisfazione.

Questo è il tuo EP di esordio, quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato sia per questo progetto sia in generale per la tua crescita artistica?

Nirvana, Radiohead e Cure, sono tra gli artisti del passato che mi hanno formato di più. Nella musica attuale adoro i Twenty One Pilots, Lorde e Billie Eilish. Negli ultimi anni, fortunatamente, ho anche approfondito il bellissimo mondo che è l’indie Italiano: artisti come Calcutta e Motta.

Per questo progetto, hai cambiato il tuo modo di scrivere canzoni dall’inglese all’italiano, da cosa è maturata questa scelta? Quali differenze trovi in questi due modi di scrivere?

Scrivere in Italiano nasce come scelta di convenienza, dovuta al fatto che in Italia si va sul sicuro nel mercato musicale solo utilizzando l’italiano. Tuttavia, continua come passione: come ho detto prima negli ultimi anni ho avuto modo di amare veramente la musica del nostro paese e di scoprire quanto sia bello scrivere nella nostra lingua. Comunque penso che l’inglese sia una lingua bella con cui iniziare a scrivere, perché molto più semplice dell’italiano.

Sei un’artista giovanissima ma hai già iniziato a misurarti con la dimensione “dal vivo”?

Sí, e mi dispiace che sia durato poco, dato che ora non se ne parlerà per un po’. Il contatto con il pubblico è una delle parti migliori dell’essere musicisti, spero torneremo il prima possibile ad unirci con la musica.

Proiettiamoci nel futuro: con chi ti piacerebbe collaborare un domani?

Tantissimi, difficile nominarne solo uno. Probabilmente mi piacerebbe scrivere qualcosa a quattro mani con Tutti Fenomeni, un artista che mi piace molto.

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