“Solo coloro che tentano l’assurdo raggiungeranno l’impossibile”.
Già da questa frase di Escher si comprende l’ambizione e la sana follia di un artista unico e attuale. I più grandi e iconici capolavori sono a Padova in una mostra a lui dedicata, potrete osservare i capolavori dell’iconico artista fino al 19 Luglio al centro Altinate-San Gaetano.
Organizzata da Arthemisia si tratta di una mostra unica, che ci guida alla scoperta della vita e delle opere dell’artista olandese, dai suoi esordi, al suo amore per i paesaggi italiani fino alle sue opere più iconiche spesso citate da molti artisti in diversi ambiti, dai fumetti, al cinema, alla musica.
Veniamo accolti nel mondo di Escher proprio dalle sue geometrie,in un piccolo corridoio che ci immerge tra giochi di luci, riflessioni e giochi di prospettiva, per poi approdare nelle prime sale che ci accoglieranno con pannelli e con uno stupendo video che ci offrirà una piccola ma efficiente panoramica della vita di M.C. Escher per comprenderne meglio le ragioni e la sua poetica.
La mostra è un susseguirsi di stanze tematiche, ricche di installazioni interattive che consentono al visitatore di sperimentare così in prima persona i giochi di luce, le osservazioni geometriche e i giochi di prospettiva che spiegati a parole e visti nelle opere consentono una visuale, ma una volta sperimentati in prima persona sono compresi appieno; ed è inoltre un buon modo per avvicinare all’arte anche il pubblico più giovane.
Tra le opere esposte una delle più monumentali in questa mostra anche a livello spaziale (lunga quasi quattro metri) è “Metamorphosis II”, si tratta di una lunghissima striscia che ci mette di fronte a tutta la sapienza tecnica e poetica di M.C. Escher, un lavoro che fonde architettura, natura, ed elementi geometrici creando un racconto vero e proprio di forma ciclica perché come inizia termina mostrando e rivelando la sua ciclicità interiore.
Escher è stato un artista conteso nel campo musicale, richiesto ed utilizzato dai Pink Floyd ma anche dai nostri connazionali Nomadi per la cover del brano “Quasi, quasi” ma invece un sogno negato per i Rolling Stones perché fu lo stesso artista a negare l’utilizzo delle proprie opere per i lavori della band guidata da Mick Jagger. Passando alle opere più recenti troviamo dei riferimenti ad Escher in diversi artisti contemporanei, all’interno di alcune locandine pubblicitarie dell’Ikea oppure anche nell’architettura e conseguente impatto visivo in alcune location della celebre serie Squid Game.
M.C. Escher è stato quindi un artista in grado di influenzare fortemente l’impatto visivo e grafico, nonostante i suoi studi all’inizio furono tutt’altro che facili. Questo a dimostrazione della sua forte tenacia e del suo spirito, come avete potuto leggere all’inizio di questo articolo.
Una mostra da vivere a 360°, metaforicamente e fisicamente.
Messua Mazzetto


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