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Il riscaldamento globale e lo sfruttamento della Terra hanno portato a uno sconvolgimento della geografia del pianeta ma anche del modo di vivere della società: con le riserve di acqua potabili quantomai scarse, gli abitanti sono costretti a riciclarla in ogni modo possibile e a consumarla in maniera morigerata visto il suo proibitivo costo. Divenuta l’elemento più prezioso in assoluto, a lei sono legate le figure dei maestri del tè, cerimonieri presenti in ogni villaggio che tramandano profondi segreti di generazione in generazione.

Noria è destinata a diventare una di queste osannate figure in un’Unione Scandinava che, proprio come tutto il resto dell’Europa, è assoggettata al controllo della Cina. Le autorità tengono sotto scacco la popolazione, agendo anche sotto legge marziale, al fine di evitare ribellioni e crimini. Noria però scopre un giacimento di acqua pura che sfrutterà per aiutare gli amici in difficoltà, tentando in un’impresa praticamente impossibile. Ma il momento più duro della sua vita sarà quando scoprirà alcuni dati scientifici che evidenziano come a nord alcuni laghi siano tornati a essere potabili, tanto da poter permettere alla società di tornare a vivere in maniera libera. Ma rivelare questo segreto metterebbe in crisi il governo, dando potere al popolo e al suo insorgere contro la tirannia, decretando una rivoluzioni che costerebbe molto in vite umane.

La memoria dell’acqua nasce come romanzo scritto da Emmi Itaranta, autrice finlandese, ed edito nel Belpaese dalla Frassinelli, per poi tramutarsi in un film di circa cento minuti distribuito dalla Blue Swan Entertainment.

Se il romanzo scorre rapidamente in una storia avvincente e capace di catapultare il lettore nel mondo distopico immaginato dalla scrittrice di Tampere, il film mette al centro dello spettatore scene dove polvere e siccità dominano, dando poco spazio a risorse idriche che diventano metafora di vita e di purezza ma anche di libertà.

Il mondo distopico realizzato da Itaranta non è però poi così assurdo: già oggi l’umanità è conscia di quanto l’acqua potabile sia una risorsa non solo scarsa ma anche di profonda importanza. Non è un caso che riserve vaste celate sotto forma di imponenti ghiacciai, ma anche di fiumi e di laghi, siano fonte di attriti internazionali, proprio come capita sulle vette dell’Himalaya tra l’India e il Pakistan. Se poi teniamo anche conto che di tutta l’acqua presente sul nostro piccolo pianeta, buona parte è salata, diventa evidente come la piccolissima percentuale di oro blu potabile diventi fonte preziosa per la vita.

Titolo: La memoria dell’acqua

Autore: Emmi Itaranta

Editore: Frassinelli

Distributore: Blue Swan

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