La Gioconda è il terzo singolo estratto da Alla deriva, il progetto musicale nato dall’incontro della voce e le parole di Roberto Bonfanti con le suggestioni musicali composte e prodotte da Max Zanotti.
Il brano: La Gioconda si muove come un racconto sussurrato che prende per mano l’ascoltatore e lo accompagna in un passato lontano: quello dei ricordi d’infanzia, di un nonno decisamente fuori dagli schemi, di un mondo semplice e sereno, tremendamente diverso da quello di oggi.
Un collage di memorie dalle tinte pastello, intime e familiari, che costruisce un immaginario caldo e rassicurante, ma che nel finale spariglia le carte e si trasforma in una riflessione verace e profonda sulla libertà, intesa nella sua accezione più autentica e necessaria. La Gioconda è una canzone che parla di tempo, di radici e di scelte, capace di unire nostalgia e consapevolezza, fragilità e desiderio di emancipazione, confermando la cifra poetica e narrativa di Bonfanti.
Il videoclip: Il video di “La Gioconda” è stato realizzato grazie a una mini-telecamera nascosta per alcune notti all’interno del punto di ristoro di una piccola colonia felina.
Niente intelligenza artificiale: solo istinto animale. Un modo per portare il senso di intimità familiare del racconto in un contesto completamente diverso, dandogli una dimensione ancora più spontanea e naturale.
L’album – “Alla deriva”
Alla deriva è un progetto nato dalla collaborazione tra Roberto Bonfanti e Max Zanotti: il primo si è occupato delle parole, il secondo ha curato integralmente la produzione musicale. Uscito nell’aprile del 2025, si tratta di un album nato dall’esigenza di dare voce, nel modo più diretto e sincero possibile, a una serie di sensazioni viscerali, urgenti e difficili da ignorare. Composto da otto racconti in forma sonora, Alla Deriva esplora le inquietudini di un uomo qualunque alle prese con lo spaesamento profondo che caratterizza la contemporaneità: un’epoca sempre più frammentata, vacua e contraddittoria, sia nelle dinamiche sociali che nei rapporti interpersonali, fino a toccare il nodo più intimo dell’identità personale.
Le musiche di Max Zanotti, libere da ogni etichetta di genere, accompagnano e amplificano la narrazione di Bonfanti con atmosfere dense e cinematiche: paesaggi sonori da film distopico che si alternano tra tensione e dolcezza, tra smarrimento e rabbia, offrendo una colonna emotiva potente alla voce narrante.
L’album si apre con l’Estate un paesaggio sonoro sospeso tra malinconia e disorientamento, che introduce l’ascoltatore alle atmosfere del disco. Paolo, uno dei brani più emblematici, è il ritratto sincero di un dialogo tra amici dove si intrecciano fragilità personali e riflessioni amare sul mondo. A seguire, Cliché racconta una crisi di coppia che si fa metafora di una crisi interiore più profonda, tra resa e smarrimento. Il cuore tematico dell’album è Poi il tempo, già estratto come primo singolo per presentare il progetto: una traccia che unisce denuncia sociale e introspezione, dando voce a un senso di sconfitta condiviso e personale. La seconda metà del disco si apre con La sola cosa giusta, un incontro casuale che riporta alla luce memorie sepolte e il tempo che tutto cambia, in un’atmosfera di dolce malinconia. Nei riflessi esplora l’alienazione più intima, quel momento improvviso in cui non ci si riconosce più, né dentro né fuori. Contromano è una fuga, forse una ribellione: la ricerca di libertà anche a costo di andare controcorrente. Chiude il percorso La Gioconda, una traccia delicata e fuori dal tempo che, attraverso i ricordi d’infanzia, riflette sul senso più puro e necessario della libertà. Ogni brano aggiunge un tassello a un racconto profondo, disilluso e umano.


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