E’ uscito da pochi giorni La Conseguenza Naturale Dell’Errore, ottavo album in studio dell’artista romana e seguito di Musa del 2009. L’album, realizzato dall’etichetta Perenne (della stessa Rei) e distribuito da Universal è stato prodotto dalla stessa Rei, e vanta preziose collaborazioni artistiche, tra cui, Ennio Morricone, Andrea Appino, Pierpaolo Capovilla, Paolo Benvegnù, BSBE, Riccardo Sinigallia, Valerio Mastandrea, Max Gazzè e Cristina Donà.
L’album è stato presentato al pubblico con una serie di incontri nei forum FNAC delle principali città italiane durante i quali Marina ha avuto modo di approfondire la genesi del disco e di proporre alcuni brani acustici del nuovo disco (a Milano ad esempiuo sono stati propiosti in versione chitarra e voce i primi 3 pezzi del nuovo CD oltre a Un Inverno Da Baciare) ai suoi fans.
Nel corso dell’incontro di Milano, Marina ha spiegato come l’album si collochi a metà strada tra la musica d’autore (di cui la stessa Rei è apprezzata protagonista da anni) e la scena indie italiana (rappresentata dalla maggior parte degli artisti chiamati a collaborare alla release). Tuttavia, per l’artista non è stato facile realizzare un disco con così numerose collaborazioni per questo sono stati tempo e numerosi incontri con i vari artisti invitati per approfondire e sviluppare al meglio il progetto. Realizzare un disco come La Conseguenza Naturale Dell’Errore è stata però anche una bella sfida dal punto di vista professionale, riuscendo a raggiungere un punto d’incontro nei brani realizzati pur realizzati con musicisti che provengono da percorsi musicali così diversi. Proprio questa mescolanza di percorsi e generi musicali ha dato origini a un disco caratterizzato da un suono nuovo ed inedito.
La tracklist del disco propone solo 8 brani, ma questa è stata una scelta fortemente voluta da Marina per dare equilibrio al disco ma anche per dar modo al pubblico di gustare al meglio i brani proposti e di soffermarsi sui testi, senza fare quell’indigestione tipica dei CD con 14, 16 pezzi che alla fine lasciano poco o niente nella mente degli ascoltatori.
La tracklist dell’album comprende:
- L’errore
- E mi parli di te
- Qui è dentro
- Nei fiori infranti
- Che male c’è
- Il modo mio
- Mani sporche
- Che male c’è (Morricone Orchestra Version)
Il disco si apre con L’Errore uno dei brani maggiormente pop e orecchiabili dell’album e non a caso singolo attualmente in programmazione radiofonica. Il pezzo vede la collaborazione di di Andrea Appino degli Zen Circus che ha curato la melodia e scritto a quattro mani con Marina il testo. Alla registrazione del brano ha partecipato anche Max Gazzè (presente con il suo basso anche in E Mi Parli Di Te e Fiori Infranti) e Santi Pulvirenti, chitarrista apprezzato e già session man durante uno degli ultimi tour dello stesso Gazzè.
La seconda traccia dell’album, E Mi Parli Di Te, è frutto della collaborazione con Pierpaolo Capovilla, del Piccolo Teatro Degli Orrori, che ha riscritto interamente il testo inviatogli da Marina ad eccezione del refrain. Come ha dichiarato la stessa Rei, Capovilla grazie al suo eclettismo artistico ha dato al brano “un carattere narrativo profondo che svela le ipocrisie quotidiane del narcisismo maschilistico, che fin troppo spesso domina quel particolarismo rapporto sociale che chiamiamo amore”.
Il terzo pezzo, Qui E’ Dentro, è una delle tracce più intense del disco, con un incedere quasi epico e dove la musica ritmata e il testo fortemente evocativo riescono a smuovere l’ascoltatore e a scrollarne la mente, inducendolo a riflettere. Il tema del pezzo è quello di stretta att6ualità del sovraffollamento delle carceri italiane. Il testo descrive per immagini alcuni momenti della vita carceraria (l’arrivo dei detenuti, l’ora d’aria, ecc.). L’idea di un brano su questo delicato tema è venuta a Marina dopo un concerto tenuto per le detenute del carcere di Rebibbia. Ha contribuito a questo brano Riccardo Arena, direttore di Radio Carcere che ha portato all’attenzione dell’artista le molte lettere che arrivano alla sua radio da parte dei detenuti che come problema più urgente da risolvere denunciavano proprio del sovraffollamento. Al brano presta la voce l’attore Valerio Mastrandrea, convinto a collaborare proprio perchè colpito dalla canzone e dal suo tema.
Marina ha anche dichiarato di concordare con quanto detto dalla scrittrice Goliarda Sapienza, secondo la quale per conoscere l’Italia bisogna conoscerne le carceri, gli ospedali e i manicomi. Presta inotre le corde della sua chitarra per questo pezzo Roberto Angelini, apprezzato chitarrista della scena romana, già al lavoro con Niccolò Fabi.
Nei Fiori Infranti è invece una collaborazione con un altro artista della scena indie italiana, Paolo Benvegnù. Altro brano che invita a riflettere e di stretta attualità è Che Male C’è, ispirato alla vicenda di Federico Aldrovandi. Il testo è stato scritto a quattro mani da Riccardo Sinigallia (ex membro dei Tiromancino ed altro collaboratore di Niccolò Fabi) e da Valerio Mastrandrea. La canzone dai ritmi molto soft e eseguita come un dialogo del protagonista che racconta la propria storia acquista maggior respiro nella versione orchestrale che chiude il disco curata da Ennio Morricone. Marina ha spiegato che si è trattato di una collaborazione a sorpresa nato dopo che il Maestro ha ascoltato una versione solo piano e voce del pezzo. Benché conoscesse da anni il compositore (visto che il padre era un musicista orchestrale), i due artisti non avevano mai avuto modo di collaborare fino a questo brano.
L’album si chiude con altre due collaborazioni (prima ovviamente del reprise di Che Male C’E’) Il Modo Mio, brano a cui Cristina Donà ha collaborato al testo su una melodia già preparata da Marina e e l’aggressiva Mani Sporche, realizzata con i Bud Spencer Blues Explosion, band blues-rock della scena romana. Il brano è nato dopo una jham session quasi spontanea in sala prova.
Il nuovo disco di Marina Rei si configura con un riuscito esperimento nato dal talento consolidato di un’artista di spessore che ha deciso di mettersi in gioco realizzando un album con artisti che hanno alle spalle i background più disparati. Questo ha garantito al disco varietà stilistica e spazio a diversi tipi di sound (dal rock all’orchestra per intenderci) aspetti che uniti al numero di brani proposti rende l’album piacevole all’ascolto ripetuto e (cosa non molto comune nei dischi di oggi) riesce a far soffermare e riflettere anche l’ascoltatore più distratto grazie alla qualità dei testi.
Giudizio: 8/10
Da scaricare: L’Errore, Qui E’ Dentro, Che Male C’E’ (Orchestral Version).
Foto di Marina Rei by Roberto Raschella’, www.ilvicolopaoletto.com
L’autore ringrazia la sig.ra Giovanna Palombini di Comunicazione Globale Promotion per l’indispensabile collaborazione e la cortesia dimostrata.
Andrea Dasso


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