Disney-Pixar è tornata alla grande al cinema con il loro nuovo lavoro “Jumpers”, un film dove la natura è la protagonista indiscussa assieme ai sentimenti e ai messaggi di pace e convivenza.
La protagonista è Mabel Tanaka, una ragazzina che fin dall’infanzia è una paladina degli animali anche se per proteggerli a volte le sue scelte sono un po’ troppo drastiche e la mettono spesso nei guai. La sua oasi di calma è uno stagno abitato da castori ed altri animali dove passa i pomeriggi assieme alla sua amata nonna, l’unica in famiglia che sembra comprenderla appieno. Tutto procede per Mabel, che inizia l’Università, si trova ad elaborare il lutto per la perdita della nonna e nel mentre si trova a “lottare” contro un sindaco che guarda solo al profitto e che ha come obiettivo la costruzione di una strada che però porterà alla distruzione dello stagno.
L’unico modo che Mabel trova per salvare la situazione è il progetto Jumpers, ideato dalla dottoressa Samantha Fairfax. Jumpers è un robot con le fattezze di un vero castoro che è in grado di comunicare con gli altri animali e che può ospitare la “coscienza” di un essere umano. Mabel non ci pensa due volte e si “lancia” all’interno del guscio robotico per riuscire a tutti i costi nella sua missione, salvare lo stagno e riportarvi al suo interno gli animali.
Un film d’animazione che ci apre lo sguardo verso tre tematiche principali: in primo piano abbiamo il lato emotivo (non commuoversi è quasi impossibile) e ci sentiamo coinvolti quando Mabel ricorda la nonna Tanaka e in qualche scena ci si ritrova con una piccola lacrima che scende. Segue l’amore per la natura e per gli animali, perché se guardiamo bene abbiamo molto più in comune con un albero che con un transistor, e a proposito di natura le animazioni degli animali riescono ad essere coinvolgenti e veramente realistiche. La terza tematica è quella contro la guerra, dove è palese che qualunque conflitto non può che portare solo distruzione e nessun beneficio ne ai perdenti ne ai vincitori.
La colonna sonora è coinvolgente e anche i momenti comici sono ben calibrati per donare leggerezza in alcune sequenze. Un prodotto quindi che riesce ad essere ideale per i più piccoli e importante banco di riflessione per i più adulti. Per concludere questa recensione vi lascio con una citazione della nonna Tanaka:
“non c’è spazio per la rabbia,
quando si è parte di qualcosa di più grande di noi”
Messua Mazzetto


We are all strangers
Night King
5 centimeters per second
YAKUSHO KOJI – Gelso d’oro alla carriera – un dialogo