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Alcuni parlamentari del PDL hanno redatto un documento a favore della famiglia cosiddetta tradizionale affermando la loro contrarietà ai matrimoni omosessuali. Evidentemente non hanno nulla di meglio di cui occuparsi tant’é che la notizia non era stata presa granché in considerazione dagli organi di stampa e dall’opinione pubblica (pubblicammo qui solo un commento dell’IDV). Un po’ di eco si é avuta solo col Meeting di Rimini dove la corazzata CL, tra vari concetti filosofici di infinito, é riuscita a piazzare la solita teoria “antigay” del matrimonio omosessuale (ma anche della semplice unione civile) visto come un attacco alla famiglia.

Oggi arriva la notizia che anche la nota cantante e presentatrice tv Iva Zanicchi ha firmato la petizione del PDL. Il fatto, rivelato su Facebook da Aurelio Mancuso, presidente di Equality ed esponente del PD, ha suscitato sconcerto e delusione nel mondo gay, che evidentemente nutriva simpatie per l’artista emiliana. Il documento in questione, spiega Mancuso, é omofobo e pieno di bugie. Arcigay assegnò nel 2010 alla Zanicchi il “Pegaso d’Oro” e ora Mancuso auspica che la nota associazione che si batte per i diritti delle persone LGBT, possa revocarglielo.

Tra i commenti della rete sono moltissimi gli attacchi a Iva Zanicchi per questo gesto, considerato contro la comunità gay e omofobo, ma c’é anche chi giustifica la cosa affermando che i personaggi dello spettacolo non sono dei politici e che, nel caso della Zanicchi, fu Arcigay a sbagliare ad assegnarle un premio in quanto l’artista non avrebbe mai detto nemmeno una parola in carriera a favore della comunità omosessuale.

Per la cronaca, il documento del PDL ha nel suo punto centrale l’affermazione “Non siamo disposti a svuotare l’istituzione del matrimonio, attribuendo a unioni affettive, anche omosessuali, un riconoscimento giuridico analogo a quello matrimoniale” ed é stato firmato da oltre 175 parlamentari, sia del PDL che “vicini”. Tra questi, oltre alla contestata Zanicchi: Eugenia Roccella, Raffaele Calabrò, Alfredo Mantovano, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello, Stefania Craxi, Valerio Carrara, Maria Giuseppa Castiglione, Roberto Centaro, Mario Ferrara, Alberto Filippi, Salvo Fleres, Roberto Marmo, Andrea Ronchi, Maurizio Saia, Giorgio Stracquadanio, Pasquale Viespoli, Riccardo Villari.

(Stefano Bassi)

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