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Abbiamo incontrato lo psicologo Mirco Turco, da poco nelle librerie con il volume “Il Domani é Mai”, un interessante manuale per smettere di rimandare. Un testo accessibile, pratico, velatamente ironico, offre al procrastinatore 29 metodi per uscire dalla malsana abitudine di rimandare.

Il Domani é Mai. Il tuo nuovo libro parla di chi, nella vita, tende a procrastinare, a rimandare le proprie scelte. Com’é nata questa tua passione per l’analisi di questo tipo di comportamento?

Ho cominciato a studiare il fenomeno procrastinazione dai tempi universitari un pò perchè appassionato di fenomeni poco conosciuti un pò perchè il mio personale approccio alla vita in generale è quasi opposto al fenomeno in questione.

Ci puoi fare un identikit del procrastinatore? Quanto é diffuso questo comportamento in Italia?

Il fenomeno procrastinazione è abbastanza diffuso nel panorama italiano, indipendentemente se si tratti di studenti universitari, di lavoratori o altro. Si calcola che circa il 30% della popolazione abbia questa cattiva abitudine di rimandare. Tra questi, il 18% circa è un procrastinatore cronico. Il procrastinatore è colui che rimanda spesso una decisione o un compito e che contemporaneamente si accorge della sua abitudine non produttiva. Ha un cattivo rapporto con il tempo e tende ad essere un perfezionista. Tale perfezionismo però è legato al timore del fallimento e non al bisogno di successo. Il procrastinatore ha una scarsa autostima e bassa autoefficacia ed è pervaso, quasi sempre, da un certo livello di ansia. Tra le altre caratteristiche si riscontrano: tendenza a perdersi nei dettagli, permalosità, processi decisionali troppo macchinosi e improduttivi, pensiero catastrofico, pensiero “tutto o nulla”, poca autonomia, eccessiva autocritica. La psicologia del procratinatore è in effetti molto articolata e complessa.

Nel libro dedichi ampio spazio al fattore ansia. Come l’ansia si relazione e influisce le scelte di chi rimanda?

L’ansia è una reazione innanzi ad un pericolo immaginato e non reale. Purtroppo è anche, banalmente, una cattiva abitudine, legata anche a fattori familiari e culturali. L’ansia del procrastinatore spinge verso l’evitamento del compito, della decisione ed è quindi invalidante nel meccanismo di rinforzo dello stesso fenomeno procrastinazione.

Offri 29 soluzioni per risolvere il problema del rinviare. Quali tra queste sposi in maniera particolare?

Uno degli approcci che prediligo è quello “paradossale” che sposa anche la mia filosofia di vita. Nel caso del procrastinatore, ad esempio, se una persona mi dice che rimanda 5 gg su 7, lo spingo a rimandare 7 gg su 7 in modo da fare “esplodere” la problematica ancora di più … vi garantisco che funziona bene anche per altro!

Qual’é il ruolo della famiglia intorno ad un soggetto insicuro che tende a rinviare le proprie scelte?

Da alcuni studi effettuati, risulta che il ruolo della famiglia, direi tanto per cambiare, è molto rilevante nella psicologia del procrastinatore. Ad esempio, stile educativo rigido spinge ad assumere spesso un comportamento perfezionista ed una tendenza all’indecisione.

Può un traguardo certo o una ricompensa essere sufficiente per “sbloccare” un procrastinatore?

Un traguardo certo o una ricompensa è un’utile strategia da affiancare ad altre strategie. Oltre ad identificare un obiettivo, occorre anche visualizzarlo bene e dargli la giusta rilevanza. In tal senso, lavorare sulle immagini mentali è fondamentale e automotivante.

Nel libro ci parli del metodo dello sportivo, puoi spiegarci in breve di cosa si tratta?

Cosa fa uno sportivo? Pratica sport. Praticare sport significa iscriversi in una palestra, ad esempio, e frequentarla assiduamente, con costanza, metodo ed obiettivi. L’abitudine alla fatica rende più facile la sopportazione del dolore! Tale frase significa che occorre allenare la mente ed il corpo verso nuove prospettive e nuovi cambiamenti ed occorre “hardiness”, termine sportivo che significa coraggio e durezza.

Nella tua esperienza di psicologo e studioso del problema, quanto é importante rivolgersi ad un professionista come te per aiutare le persone ad uscire dal problema nel momento in cui non ce la fanno da sole?

Rivolgersi ad un professionista è di fondamentale importanza. Oggi, purtroppo ancora esiste la “psicologia del fai da te” che arreca, a volte, solo ulteriori danni. Chiedere un intervento di un professionista del settore è il primo passo di presa di coscienza ed anche il primo gradino verso il miglioramento.

(Intervista a cura di Salvatore Primiceri)

Il domani è mai

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