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La trasformazione delle industrie manifatturiere è ormai in atto da diverso tempo. Questo settore è stato al centro delle varie rivoluzioni a cui ha assistito l’umanità. Con Industria 4.0 tuttavia si fa un passo in avanti: le innovazioni sono continue, ma spesso osserviamo solo determinati lati di questo fiume in piena che è la tecnologia.

Sì, ci sono diversi aspetti da considerare: le soluzioni automatizzate, i nuovi modelli di business, la presenza di robot collaborativi che si occupano delle attività noiose e ripetitive, l’introduzione dell’intelligenza artificiale.

Tutto ciò è sostenuto dalle infrastrutture elettriche: di fatto senza una rete di distribuzione sicura, affidabile e flessibile, come nel caso dei quadri elettrici media tensione distribuzione secondaria, l’automazione dei sistemi digitali può subire un rallentamento.

L’innovazione e la trasformazione digitale delle industrie 4.0

La tendenza all’automazione ha toccato profondamente tutti. Dalle industrie piccole a quelle più grandi, le innovazioni stanno conquistando il mercato ma raccontano al contempo le esigenze industriali moderne, che richiedono un’infrastruttura eccellente e dalle performance impeccabili per funzionare e sostenersi.

Per quanto al giorno d’oggi l’obiettivo sia aumentare la produttività e la qualità degli impianti, naturalmente i sistemi di automazione portano dei vantaggi oggettivi tra cui una maggiore sicurezza e una riduzione dei costi in linea di massima. L’industria produce e cerca di farlo al minimo costo senza intaccare la qualità.

Tra l’Industria 4.0 c’è anche un solido legame con la Green Economy. La sostenibilità è ormai ciò su cui poggia l’industria stessa, ed è tra gli elementi della cosiddetta quarta rivoluzione industriale.

Le linee produttive moderne non devono inquinare, anzi si pongono l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio e di dedicarsi all’uso intelligente delle risorse. La sostenibilità è inevitabilmente un valore da perseguire per accedere ai sistemi di energia puliti, sostenibili e accessibili.

Su cosa si basa l’industria 4.0

Abbiamo menzionato prima la distribuzione dell’energia elettrica. Fermiamoci a pensare a cosa succede quando in una casa manca la luce: non possiamo usufruire delle lampadine, il frigorifero smette di refrigerare, la batteria dei nostri dispositivi, come il PC o il telefono, è destinata a scaricarsi.

Già le persone hanno effettivamente dei disagi nel momento in cui un’infrastruttura elettrica mostra le proprie debolezze: pensiamo però a cosa accade a un’industria, con un flusso produttivo importante, al giorno d’oggi.

Prima di tutto un impianto produttivo non è più una catena lineare ma un vero e proprio ecosistema connesso: troviamo sensori, robot, piattaforme di controllo integrate, macchine CNC. In comune hanno un aspetto: serve un’alimentazione continua e stabile.

Un’interruzione di energia persino di pochi secondi può fermare le linee produttive e compromettere i dati, senza considerare l’aumento dei costi.

Di pari passo con l’evoluzione delle ultime tecnologie, non dimentichiamo quindi la base su cui ciò si regge: la progettazione delle infrastrutture elettriche è sempre più performante, perché del resto fa parte di quelle strategie di digitalizzazione industriale di cui tanto sentiamo parlare.

E poiché l’Industria 4.0 non si basa solo sull’automazione ma altrettanto sulla sostenibilità, ricordiamo che un uso intelligente delle infrastrutture elettriche è importante per ottimizzare il dispendio di energia elettrica, magari integrando fonti rinnovabili e sistemi di monitoraggio in tempo reale.

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