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L’impatto della tecnologia in ogni branca della nostra società ha avuto delle conseguenze molto importanti nello svolgimento di pratiche quotidiane di vario genere, semplificandole, da una parte e, dall’altra, costituendo dei veri e propri oneri, soprattutto per esercenti, aziende e liberi professionisti, oltre che per gli enti istituzionali. Sì, perché le conseguenze del processo di digitalizzazione hanno impattato in maniera molto profonda sul mondo del lavoro e sul modo di concepire diverse operazioni, non sempre necessariamente connesse ad esso.

Oggi, infatti, è possibile eseguire processi obbligatori e assolvere ad oneri burocratici semplicemente dal proprio computer, anche grazie a strumenti nati ad hoc come la PEC che, in molti casi, viene prescritta dalla legge. Nonostante l’obbligatorietà della Posta Elettronica Certificata dipenda dal tipo di attività svolta è sempre consigliabile dotarsi di una casella PEC per garantire la validità legale dei documenti inviati tramite email. Naturalmente, nel caso in cui si abbia la necessità di utilizzare la PEC in modo sporadico, può risultare molto più conveniente attivare la casella PEC gratis di Lettera Senza Busta che, a differenza di altri fornitori di servizi digitali di questo tipo, non prevede canoni fissi. Vi presentiamo, di seguito, una guida informativa sulla posta elettronica certificata, sottolineando, inoltre, le circostanze in cui, quest’ultima, è obbligatoria.

Cos’è la PEC e quali sono i vantaggi legati ad averla

Come avrete potuto avere modo di evincere dai paragrafi precedenti, l’acronimo PEC sta per Posta Elettronica Certificata. Stiamo parlando di un servizio che offre una casella di posta elettronica in grado di inviare messaggi che, dal punto di vista legale, presentano il medesimo valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno. La PEC si caratterizza per la presenza di alcuni criteri di sicurezza che permettono al mittente, al destinatario e al contenuto stesso di godere di una garanzia in merito all’integrità di ciò che si invia.

Con la PEC, infatti, è possibile evitare manipolazioni esterne, anche grazie alla possibilità di aggiornare il mittente sullo stato delle comunicazioni inviate, errori compresi. Ad oggi, la PEC è sempre più diffusa, oltre che per i suoi vantaggi, anche per il carattere obbligatorio che assume in alcuni contesti. Andando per gradi, tra i punti principali che spingono realtà lavorative e privati cittadini verso l’apertura della casella in oggetto troviamo il risparmio di tempo, permettendo di saltare l’iter che bisognerebbe, invece, attraversare in posta.

La PEC è, inoltre, un servizio conveniente dal punto di vista economico, essendo talvolta gratuita – in caso di utilizzo sporadico presso i migliori enti erogatori – o, comunque, più accessibile rispetto al prezzo d’invio di una A/R. Parliamo, inoltre, di un metodo facile, veloce e pratico per poter comunicare direttamente in ambito professionale e privato.

Quando è obbligatoria la PEC?

Abbiamo accennato in precedenza alla condizione prescrittiva a cui, secondo la normativa vigente, alcune parti sono soggette in merito al possesso di una casella di posta elettronica. A rendere obbligatoria la PEC nei casi che elencheremo di seguito è la Legge n. 2 del gennaio 2009, che prescriveva l’obbligo di comunicare il proprio indirizzo PEC alla Camera di Commercio. Ad oggi, la PEC viene prescritta dalla legge per i professionisti iscritti all’albo, come potrebbero essere avvocati e architetti, ad esempio, ma anche per le imprese e per gli imprenditori che possiedono una partita IVA, oltre che per le ditte individuali. Al di là del suo carattere prescrittivo, però, negli ultimi anni si è assistito ad una diffusione spontanea della posta elettronica certificata, con i privati cittadini che, pur non essendo condizionati da alcuna normativa, la utilizzano per compiere comunicazioni importanti di natura disparata.

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