l43-verdini-150729210305_medium(di Giulio Perrotta) E’ lo scandalo del momento: il Senatore Lucio Barani è il protagonista. Il gesto “sessista” l’oggetto del contendere.

Tutti gli attori sono al nastro di partenza: Barani (Verdiano d’adozione), con scatto felino, intimorisce la Senatrice Lezzi (M5S) mimando il gesto della fallatio. Si, esatto! Il movimento del su e giù, quello del vorticoso piacere maschilista, quello di Federica (la mano amica) o di Veronica (la mano supersonica). E non ditelo a Mister B. prima che prende sputo in uno dei suoi festini, adducendo chissà quale omaggio a questa o quella divinità primitive del sesso.

Barani è subito in vantaggio, cogliendo di sorpresa la stupefatta Lezzi, che scioccata si rivolge ai suoi colleghi di partito (ops, di movimento) sottolineando il vergognoso  e increscioso episodio.

imagesLa gara viene così sospesa! E scoppia l’Inferno in Terra! Barani, colto con le mani nella marmellata (diciamo marmellata, si!), prima nega fortemente, poi si giustifica adducendo che il gesto è stato maliziosamente interpretato, in quanto il prode e valoroso cavaliere della Repubblica voleva esclusivamente sottolineare il gesto fisico di apprensione del microfono, in quanto per parlare, giustamente (a suo parere) bisogna “afferrare” il lungo e nero microfono, per farsi sentire adeguatamente.

Non c’è niente da fare. In Senato scene come queste non dovrebbero vedersi, specie da chi sta per essere uno dei padri fondatori del diritto costituzione 2.0, l’evoluzione pokemon della Costituzione originaria.

Prende la parola la ruspante e sempre attiva Paola Taverna (M5S), rivolgendogli un carino ed educato “Sei un porco“, così per essere sicuri (http://video.huffingtonpost.it/politica/lucio-barani-gesto-osceno-in-senato-paola-taverna-ha-fatto-cosi/5307/5299)!

Il Presidente del Senato prova a placare gli animi (e i maschi senatori che all’idea equivocata cominciano a fantasticare tutta una serie di pratiche … parlamentari), affermando: “Cosa volete, la testa del Senatore Barani?”. Poi sempre Grasso lascia la parola al Capogruppo M5S, Gianluca Castaldi, che dichiarerà: “Come ha permesso a un soggetto del genere addirittura di giustificarsi. Anche lei dovrebbe togliersi quel sorriso per questo schifo”, urla rivolgendosi a Grasso.

Lezzi, la ricciolina bionda dei pentastellati, destinataria del gesto sessista e quanto meno inopportuno e fuori luogo, si rivolge così all’Aula: “Il suo era un gesto eloquente riferito a una donna. Chieda scusa in quanto uomo”.

Incredibile, invece, per la prima volta nella storia … anche il Partito Democratico appoggia la posizione dei 5 Stelle affermando che gesti come quelli, fraintendibili o meno, non sono accettabili.

Grasso, allora, promette una verifica e sospende la seduta e Denis Verdini, sicuramente fiero del suo compagno d’ala, comincia a brontolare, impedendo di farci comprendere il suo reale pensiero in merito: teme la bufera parlamentare?  la perdita di tempo in vista della riforma costituzionale? o forse pesa la mancata opportunità di dimostrare che la nuova politica non è altro che la vecchia con il lifting chirurgico?

A voi l’ardua sentenza…

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