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o-HANGOVER-CURES-facebook(di Jessica Sabatelli) Che cos’è il ‘dopo-sbornia’? Ed esiste un rimedio? Queste sono le domande a cui risponderemo in questo articolo, per svelare i segreti biologici di un fenomeno comune a tutti coloro che hanno alzato il gomito, un po’ troppo, almeno una volta nella vita.

Che lo si chiami ‘dopo-sbronza’ o postumi della sbornia, in italiano non esiste una sola parola che descriva il fenomeno, almeno non quanto i nostri cugini inglesi con il loro famosissimo hangover ‘qualcosa che incombe’; infatti, proprio come un incubo i sintomi del dopo-sbronza arrivano imperterriti: testa pulsante, nausea, sete continua, corpo debole e molle.

Ma esiste un rimedio a tutto ciò?

Simpaticamente nella storia sono stati sperimentati davvero moltissimi bizzarri metodi, dall’ingurgitare uova di gufo (Plinio il Vecchio – I sec. d.C.) al moderno ‘bevici-ancora-su’ il mattino dopo!

Ovviamente nessuno di questi metodi ha dato risultati soddisfacenti, ma la cosa incredibile è che la scienza non ha ancora trovato un metodo efficace contro questo fenomeno. Perché? Mancanza di volontà e di fondi!

L’etica gioca un ruolo importante ma compromettente per la ricerca: chiunque proponga una sperimentazione sui rimedi del dopo-sbronza verrebbe accusato di promuovere l’uso di alcolici, e questo discorso vale sia per le aziende produttrici che per i semplici scienziati.

Tutto ciò che sappiamo riguardo questa spiacevole conseguenza alcolica, sono gli effetti che ha sul nostro corpo e quali sono i processi che vengono messi in atto dal nostro organismo:

Dopo che l’alcol viene ingerito e finisce nel nostro stomaco, l’etanolo entra nel circolo sanguigno attraverso il tubo digerente. La sostanza arriva in tutto il corpo, anche fino ai polmoni – che la spingono via – e una parte viene poi espulsa attraverso i reni.

La maggior parte dell’etanolo, però, viene processato dal fegato, luogo nel quale entrano in gioco gli enzimi: uno di questi è l’alcol deidrogenase, che converte l’etanolo in una sostanza velenosissima, l’acetaldeide. Ma, successivamente, questa pericolosa tossina viene trasformata nell’innocuo acido acetico.

Il lasso temporale che va dalla produzione dell’acetaldeide alla sua conversione in acido acetico, si ritiene sia la causa dei famoso dopo-sbronza!

Un curioso caso che coinvolge questa tossina arriva dalla popolazione giapponese: metà dei nipponici ha un gene difettoso che blocca l’aldeide deidrogenase, causando violente nausee e mal di testa dopo modestissime quantità di alcolici assunti.

Insomma, la scienza non ha ancora scoperto come curare il dopo-sbronza e forse rimarrà per sempre (speriamo di no!) un fenomeno evitabile non alzando troppo il gomito… a meno che voi non siate giapponesi!

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