Giocare è un’attività che accompagna tutto il corso della vita. Da bambini con bambolotti e trenini e da adulti con mazzi di carta o bocce, il gioco è il collante di ogni società. Pone le basi della convivenza, insegna il valore della collaborazione e aiuta a esercitare i propri talenti in un ambiente informale.
Cosa raccontano i nostri giochi di società
Incontrarsi per giocare è un’attività che impegna le comunità umane da sempre. Perché qualunque sia il gioco, quello che afferma è un bisogno universale, a tutte le età e in ogni momento della storia. Quello di stare insieme.
1. Il web e i videogiochi, dalla sottocultura nerd al mainstream
Impossibile parlare di giochi di società nel 2026 senza citare il mondo videoludico. Una volta hobby solitario che si svolgeva in polverose sale giochi o buie camerette, oggi i videogiochi sono parte integrante della vita collettiva. I più amati sono quelli da fruire anche attraverso i device mobili: trivia, puzzle e giochi di carte virtuali hanno conquistato il mercato italiano grazie alla possibilità di giocare nei ritagli di tempo. L’elemento sociale è dato dall’interazione tra i giocatori, in chat o sui social media. Si scopre esplorando Assopoker, portale informativo dedicato ai giochi, che le piattaforme sono numerose e permettono a persone di ogni età di trovare il passatempo adatto.
2. Giochi da tavolo, il ritorno alla fisicità
Se il web trasporta nel futuro, il mercato dei giochi da tavolo fisici è in crescita e racconta di un desiderio nostalgico di riunirsi in una stanza. Comitive di amici, famiglie numerose e anche persone sconosciute si incontrano per una partita ai classici Monopoli e Trivial Pursuit o ai più recenti e irriverenti giochi a tema. Legati alla cultura pop o al territorio, questi titoli trovano spazio nelle fiere del fumetto e hanno eventi dedicati nelle biblioteche comunali e nei centri dedicati a giovani e meno giovani. Perché il gioco non ha età e permette di condividere momenti dal vivo in un mondo sempre più virtuale.
3. Tradizione e familiarità con le carte
I giochi di carte sono tra i primi a entrare nella vita di un bambino. Prima i nonni, poi i genitori iniziano a questo mondo di tradizione e divertimento, che trova la sua massima espressione nel periodo delle feste natalizie soprattutto nel nostro paese. Legati a tradizioni secolari, i simboli delle carte napoletane e siciliane sono entrati persino nell’arte, con quadri e sculture contemporanee che li riproducono in un trionfo di folklore e unione familiare. Per i bambini, si tratta anche di un momento di apprendimento dei numeri, dei turni di parola (o di gioco) e dell’interazione con gli altri.
4. Giochi di ruolo online e offline
Si chiamano RPGs (Role Playing Games) e sono una naturale evoluzione di quel “giocare a far finta di…” che tanto affascina i bambini. Giovani e meno giovani creano i loro personaggi immaginari all’interno di un ambiente fantasy con regole ben definite e realizzano insieme narrazioni fantastiche e imprevedibili. Il primo fu Dungeons ‘n Dragons, di grande successo negli anni ‘80 e recentemente riportato sotto i riflettori dalla serie Stranger Things. Ma ci sono molti altri giochi di ruolo, e il bello è che si possono giocare sia dal vivo che online, in ambienti virtuali super immersivi.
5. Giochi di squadra
Non si può che terminare questa panoramica sull’importanza del gioco come strumento di educazione alla comunità con i giochi di squadra. Per alcuni praticati a livello agonistico, possono garantire fama, soldi e successo, ma questi passatempi sono in realtà antichissimi e nascono nei quartieri più poveri. Un calcio ad un pallone, una rete improvvisata, un tavolo da ping pong intorno al quale riunire gli amici. Non importa quale sia lo sport: crea gruppo, permette di stare all’aria aperta, di interagire con persone diverse, di scoprire il valore della competizione amichevole.


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