Marte.
Un nome che evoca molto più che un semplice richiamo al quarto pianeta del Sistema Solare, a quel corpo celeste che orbita intorno al Sole e che viene spesso considerato il fratello gemello della Terra, viste non solo le molteplici somiglianze attuali ma anche le probabili conformazioni geologiche analoghe di milioni di anni fa. Il suo ruolo culturale nella tradizione popolare è innegabile: che si tratti di questioni prettamente scientifiche e tecnologiche o che si tratti di mitologia e narrativa, il Pianeta Rosso ha una forte attrattiva, che lo rende fonte di suggestioni e voli quasi pindarici.
Dio della guerra nell’antichità classica, oggetto di future colonizzazioni per gli scienziati più ambizioni, Marte assume mille sfaccettature sotto diversi punti di vista. Alcuni esperti ipotizzano che la vita sul Pianeta Azzurro abbia avuto origine da lì, con forme batteriche primordiali giunte sulla superficie terrestre attraverso lo scambio di materiale roccioso che ha avuto luogo nel corso di milioni di anni, dando inizio a quell’esplosione di esseri viventi che hanno colonizzato prima i mari e poi le terre emerse. Un processo che è conosciuto sotto il termine di panspermia e che non è poi così improbabile come si potrebbe immaginare.
Già a metà dello scorso secolo molti erano convinti che sul quarto pianeta del Sistema Solare ci fosse vita intelligente. Una ipotesi nata anche a seguito delle rilevazioni fatte dal noto astronomo italiano Schiaparelli che, nei suoi lunghi studi, aveva individuato una serie di linee che attraversavano il pianeta e che sembrano suggerire la presenza di veri e propri canali. Per un errore di traduzione, questa informazione giunge nei paesi anglofoni sotto il termine di canals, sistemi artificiali e non naturali, tanto che un noto quotidiano americano arrivò qualche tempo dopo a descrivere la realizzazione di due nuove vie dell’acqua realizzate dai marziani in soli due anni. Tutto finì però con l’essere archiviato: nessun essere intelligente aveva costruito queste linee di trasporto su Marte, né quelle linee viste da Schiaparelli erano da intendersi come canali per il trasporto di acqua dalle zone polari a quelle equatoriali.
Una immagine pop che si lega a mitologia millenaria, a progetti scientifici futuri sia nel breve che nel lungo termine, come lo studio per la creazione di una colonia provvisoria o i piani per la terraformazione della superficie, arrivando a opere letterarie o cinematografiche che vedevano in quell’ambiente il perfetto contesto per offrire un maggior fascino e ancora più suggestione alla trama che si andava a sviluppare nei diversi lavori.
Il cinema e la letteratura sono piene di opere ambientate su Marte, ognuna con le proprie peculiarità che si concentrano su un certo aspetto. In Atto di Forza il pianeta è pronto a essere nuovamente terraformato attraverso una imponente e segreta macchina che rende possibile respirare all’aperto, liberando di fatto l’uomo da una vita rinchiusa all’interno di città sigillate. In Mission to Mars si scopre che il pianeta era abitato precedentemente da una forma di vita aliena, molto simile all’uomo, che prima di abbandonare la propria casa a seguito dell’imminente impatto con un corpo celeste che avrebbe portato a un’estinzione di massa, inviano una traccia di dna sulla Terra, dando luogo a una panspermia artificiale. Pianeta Rosso vede uno studio sperimentale per la terraformazione di Marte, attraverso delle alghe che dovrebbero non solo sopravvivere, ma rendere nel corso di un lungo periodo di tempo la superficie abitabile dall’uomo. Impossibile poi non fare riferimento a quelle opere che hanno visto i terrestri imbattersi e combattere contro marziani invasori, come nel caso di Mars Attack o dell’iconico La Guerra dei Mondi.
Attraverso Rapsodia marziana, opera scritta da Silvia Kuna Ballero, nota divulgatrice scientifica, il lettore viene accompagnato in un viaggio che risalta l’iconografia del Pianeta Rosso, che ne mette in luce l’importanza culturale e scientifica in un saggio accattivante e ben strutturato, edito sotto il marchio della Codice Edizioni, la casa editrice torinese ben nota per la sua produzione scientifica. È un percorso diviso a capitoli tematici che ha il potere di dare a Marte, ancora una volta, quel potere ammaliante che lo ha reso così speciale agli occhi dell’umanità.
Titolo: Rapsodia marziana
Autore: Silvia Kuna Ballero
Editore: Codice Edizioni



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