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Il meeting di Rimini 2012 verrà probabilmente ricordato come il luogo dei miracoli. In un’Italia piena di problemi economici e sociali, afflitta da una crisi che sembra non avere fine, depressiva e scoraggiante per chi ha lavorato una vita ma anche, e forse di più, per i giovani che non vedono sicurezze nel futuro, un fascio di luce ha avvolto l’importante manifestazione di CL.

Per la prima volta da quando é in carica, infatti, il Governo, attraverso il premier Mario Monti e poi con il ministro Corrado Passera, ha voluto dare dei segnali di speranza ai cittadini.

“Incomincio a vedere la fine della crisi”, aveva detto ieri il primo ministro Mario Monti che spiegava come un anno fa sapessimo di meno di essere in crisi ma lo eravamo di fatto più di oggi. Monti aveva esaltato l’azione del governo e la “riconquistata” fiducia dei partner Ue. L’Italia nell’ultima fase ha esercitato “una influenza che a priori non era facile esercitare” perche’ gli altri partner “ci vedevano con diffidenza, come un Paese che avrebbe potuto far precipitare la crisi dell’eurozona”. “Io parlo quasi ogni giorno di crisi italiana e europea ma oggi vorrei chiedermi se siamo davvero in crisi. Un anno fa lo pensavamo meno di oggi, ma credo lo fossimo di piu’, perche’ non era ancora avvenuto nel nostro pensare individuale e collettivo un balzo che in questo periodo ci ha fatto ragionare piu’ approfonditamente sulla condizione dell’Italia e su cosa va fatto e puo’ essere fatto”.

Oggi, sempre a Rimini, é arrivata la conferma del ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera che l’Italia é sulla buona strada. Passera si é detto certo che la fine della crisi é vicina e che molto dipenderà da quello che si riuscirà a fare. Strategiche, quindi, le scelte che il Governo sarà chiamato a prendere nell’ultima fase del suo mandato.

Molto critico Antonio Di Pietro, oppositore del governo con l’IDV. “Ancora una volta Monti racconta agli italiani una realtà che non c’è. Come fa il presidente del Consiglio a dire che la fine della crisi è vicina se le fabbriche continuano a chiudere, la disoccupazione giovanile rimane altissima, le famiglie non arrivano alla fine del mese e lo spread oscilla sempre tra i 400 e i 500 punti? Come fa il governo che ha manomesso l’articolo 18 e ha gettato per strada migliaia di esodati a dire di lavorare nell’interesse dei giovani?  E ancora: come si fa a parlare di lotta all’evasione quando l’Italia non ha ancora firmato l’accordo con la Svizzera per tassare i capitali illegalmente esportati in quel Paese? Monti la smetta di suonare il piffero e risparmi la propaganda a milioni di giovani precari e senza occupazione, alle famiglie degli operai in cassa integrazione, agli imprenditori costretti a chiudere per fallimento. Da questi professori delle chiacchiere attendiamo ancora misure concrete contro l’evasione, la corruzione, i grandi patrimoni e gli scudati. Attendiamo provvedimenti nell’interesse dei cittadini e non nell’interesse delle banche e dei poteri forti. Ma siccome questa attesa ormai è vana non rimane altro che aspettare che se ne vadano a casa”.

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