Ne sono ghiotti praticamente in tutto il mondo, perché quello che viene fatto in Italia continua a rimanere l’unico autentico per davvero. Qui, infatti, la tradizione è diventata ben presto eccellenza, con la firma di illustri maestri e gelatieri conosciuti in ogni angolo del globo.

Il gelato italiano mantiene la leadership dei dessert freddi più amati che ci siano, con il Made in Italy capace di generare un giro d’affari di 16 miliardi di euro[1].  Se la matematica non può dare le risposte a ogni domanda, di certo può chiarire una situazione che con, numeri alla mano, è semplice da interpretare: nel nostro Paese si concentra il 18% del business globale (per una somma pari a 3 miliardi di euro a fine 2018), con 19mila imprese tra produzione e vendita che danno lavoro a circa 75mila addetti.

Il successo del gelato marchiato con il tricolore non sembra conoscere crisi e, anzi, la globalizzazione pare stia amplificando le possibilità. In ordine, Spagna, Polonia, Giappone, Argentina, Australia e Stati Uniti sono i Paesi in cui il gusto italiano va per la maggiore, seppur molti mercati asiatici e dell’Europa dell’Est abbiano già iniziato ad attirare nuovi investimenti.

In particolare, India, Corea e Vietnam stanno facendo da apripista e la sensazione è che, appena si dirà definitivamente addio alla pandemia da Coronavirus, anche altre nazioni lontane potranno finalmente assaggiare il nostro gelato, costringendo gli statistici ad aggiornare le analisi e a rivedere i numeri.

Oltre che per il consumo on the road, il gelato sta penetrando all’interno dei ristoranti esteri e i dati parlano di un aumento esponenziale soprattutto nei ristoranti stellati. Come a voler dire che il gelato sa accontentare davvero tutti: i meno abbienti, i più ricchi e persino quelli dal palato fine.

Non solo il gelato: gli altri cibi italiani che spopolano

In fatto di cucina, l’Italia non è seconda a nessuno. Per questo, il gelato è accompagnato da una lunga lista di piatti capaci di diventare il simbolo dell’italianità nel mondo.

A partire dalla pasta, elemento cardine della nostra dieta, fino alla pizza, con quella margherita che ormai si può trovare davvero ovunque. Il consiglio per i puristi è non avventurarsi troppo negli Stati Uniti: esistono varianti con condimenti e abbinamenti piuttosto… azzardati!

Ci sono poi la lasagna, per le cui origini pare si debba risalire all’antica Roma, e il risotto, mentre la polenta vanta un discreto seguito affiancata da formaggi e burro. E cosa dire della mozzarella? Il marchio DOP ha da tempo superato i confini nazionali, allietando le bocche di tutto il mondo. Non è da meno il parmigiano, che rimane anche il più copiato.

Per tornare ai dolci, il nostro tiramisù è ormai popolare ovunque e non siamo più gli unici a cui piace mangiarlo alla fine del pasto. In Italia, non esiste persona che non ne abbia preparato uno, nel mondo, invece, che non abbia assaggiato il nostro.

Infine, spazio per il caffè. Non lo produciamo, è vero, ma nel prepararlo siamo diventati i numeri uno. La formula espressa, largamente consumata in Italia, sta riscuotendo successo anche negli altri Paesi e la lista degli estimatori si fa sempre più lunga. Come a dire “Ah! che bello ‘o ccafe’! Sulo a Napule ‘o ssanno fa!”.

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/india-corea-e-vietnam-nuove-frontiere-gelato-ACSQ5sBB?refresh_ce=1

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