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Il settore del gioco pubblico è giunto a un momento di snodo che vede coinvolti tutti gli attori del comparto, dagli operatori concessionari con licenza ADM alle software house fino alle istituzioni, in tema di regolamentazione e legalità.

Mentre si sta velocizzando l’iter parlamentare che dovrebbe condurre all’approvazione della Legge sul Riordino Nazionale, da coordinare con l’iniziativa legislativa regionale, la discussione principale tra gli addetti ai lavori ora riguarda la struttura, l’andamento e, soprattutto, il futuro del gioco d’azzardo che, dal 2019, ha vissuto un trend di crescita dell’online, con impennate da record durante il lockdown, ma ancora in positivo nell’anno in corso, con un +3,3 per cento di spesa nei casinò games rispetto ai primi mesi del 2021 (dati Agimeg).

La tendenza che si è delineata in questo ultimo triennio ha messo in moto una visione d’impresa che, tenendo conto delle potenzialità del digitale, punti a ridare slancio anche alle sedi terrestri e ai concessionari fisici, già fiaccati dagli stop forzati indotti dal contenimento del Covid. Eppure, la possibilità di tenere in piedi un doppio binario strategico, ovvero di commistione tra il fisico e l’online, anziché rivelarsi concorrenziale, potrebbe sostenere la crescita di entrambi i canali.

Questo genere di esperienza è già stata messa a punto dal Casinò di Venezia e da Swiss Casinos, che, con i casino online nuovi che portano il loro marchio, sono riusciti a integrare l’offerta terrestre con il palinsesto digitale, gettando le basi per una presenza stabile e competitiva sul web e, soprattutto, riuscendo a sopravvivere allo stallo di settore generato dalla pandemia e poi acutizzato dalla crisi economica generale.

Si tratta dello stesso approccio che vede tra i promotori della formula phygital – fusione di physical e digital– uno tra gli operatori del gioco più conosciuti in Italia, Snaitech, il quale, in base a un accordo coi gestori terrestri, assicura agli stessi una percentuale sulle giocate a distanza di coloro che aprono un conto online direttamente dal punto vendita. Un primo passo per sostenere entrambi i segmenti, dunque, come si evince da queste esperienze, è quello di fare rete.

Un confronto tra gli operatori della filiera ha visto, a questo proposito, un’ampia e accesa partecipazione ai tavoli della 34esima Fiera Internazionale degli Apparecchi di Intrattenimento e da Gioco “Enada Primavera” di Rimini 2022, organizzata da Italian Exhibition Group con SAPAR e Consorzio FEE. Tra i temi dibattuti e le proposte per l’evoluzione del gioco pubblico in Italia, oltre alla necessaria sostenibilità in fatto di legalità, ha trovato largo spazio proprio la visione strategica di integrazione delle risorse online e offline, di cui l’innovazione in fatto tecnologico è un veicolo essenziale.

Una parola chiave emersa da vari contributi è, in particolare, quella di  flessibilità, a partire dal fatto che, come ha dichiarato Massimiliano Guarnieri, senior manager di Admiral, “non esiste un consumatore unico”, poiché, secondo una recente ricerca, l’88 per cento dei giocatori online accede anche al canale fisico, e viceversa, ma con una percentuale di 35 punti.

Di fronte a questo nuovo tipo di utenza “mista”, dunque, quello su cui far leva deve essere necessariamente la presenza di “un’offerta flessibile e personalizzata”, come sottolineato, sempre ad Enada Rimini, da Maurizio Guerra, il direttore Prodotto on line e Marketing di Microgame. La realizzazione di questa visione aziendale richiede l’applicazione di una tecnologia semplificata ma comunque ambiziosa, che sappia inoltre sfruttare l’intelligenza artificiale per fare community e, insieme, per fidelizzare il singolo cliente.

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