Nella giornata di ieri, Guido Barbieri, candidato nella Lega Padova per Peghin Sindaco, si è recato al cimitero Nuovo di Voltabarozzo, ecco la sua reazione:

Sono le 12 cerco un po’ di ristoro dal caldo, anche oggi eccessivo e leggo le ultime in facebook. Un post sul gruppo “Sei di Voltabarozzo se..”  attira subito la mia attenzione.  S.F. scrive: “Situazione vergognosa e irriverente dello stato del cimitero nuovo di Voltabarozzo. Incuria e abbandono totale. Erba altezza delle lapidi sporcizia mancanza di ogni tipo di manutenzione “ e posta delle foto che mi lasciano incredulo.

Abito qui e devo vedere di persona, così vado subito. All’apparenza sembra tutto normale ma appena entro comincio a fotografare una situazione di effettiva incuria.

Una gentile signora mi si avvicina e mi chiede se sono del Comune. Mi dice che ci sono infiltrazioni d’acqua un po’ dappertutto e sotto certi loculi non si può stare perché continua a gocciolare anche terminata la pioggia. “ E poi ha visto l’erba?” mi dice, “per cortesia segnali al Comune”. “Si signora mi dispiace molto” e non so dirle altro.

L’erba è altissima fino a nascondere le croci e le lapidi. Il muschio abbonda alla base delle murature in calcestruzzo, sulle panchine e sui selciati in ghiaino lavato; le infiltrazioni lasciano i segni sulle pareti sia esterne che interne dei locali dando l’idea di un’opera abbandonata, non utilizzata. Scritte sulle porte, sabbia e qualche attrezzatura da cantiere e tavolame  abbandonato qua e là.

Leggo ancora nei commenti al post: “Queste sono alcune foto del piano interrato dopo un giorno di pioggia, con i piedi nell’acqua fino alla caviglia per poter andare dai propri cari…”.

Mi reco nell’ossario interrato; la rampa e il muro sono anneriti da muffe e muschi.  Sotto ancora ci sono pozze d’acqua e segni di infiltrazioni sui muri.

Ci sono tre blocchi bagno di cui uno per disabili. Ebbene quello dei disabili bloccato dietro un grata in acciaio mentre negli altri due blocchi, il bagno delle signore è chiuso a chiave.

Dopo aver terminato il giro esco, come al solito faccio il mio saluto personale ai cari defunti e mi soffermo a fare una foto della facciata esterna, che si presenta bene ed è giusto documentalo, quando mi accorgo dei muri laterali lerci e completamente imbrattati di scritte. A destra c’è un boschetto recintato meta di sbandati ridotto a latrina con un giaciglio abbandonato: bottiglie cartacce scarpe e vestiti.

Altro non c’è da dire se non vedere con i propri occhi o osservare increduli le foto. Io non ho parenti in questo cimitero nuovo e subito il pensiero va ai nonni e agli zii che si trovano a riposare nel cimitero vecchio. Tornando mi fermo a vedere perché è da qualche mese che non vado ma è sempre stato un gioiellino. In effetti, tiro un sospiro di sollievo vedendo la situazione ma subito mi intristisco pensando a chi avevo appena salutato al cimitero nuovo.

Non è vero che dopo la morte siamo tutti uguali a Voltabarozzo ci sono defunti di serie A e defunti di serie B”.

 

Comments

comments