In uscita a ottobre per la collana Accademia di Santelli Editore, il volume affronta una delle domande fondamentali del nostro tempo: esistono criteri di giustizia validi per ogni essere umano?
È possibile riconoscere alcuni principi morali universali in una società caratterizzata dal pluralismo delle culture, delle convinzioni religiose e degli orientamenti individuali? Oppure ogni giudizio sul bene e sul male è inevitabilmente relativo al contesto storico e sociale nel quale viene formulato?
Prende le mosse da queste domande Il buono e il giusto. Per una teoria della morale universale, il nuovo saggio di Salvatore Primiceri, in uscita nel mese di ottobre per la collana Accademia di Santelli Editore.
Giurista, editore e saggista, oggi impegnato anche nella Pubblica Amministrazione, Primiceri torna così a occuparsi del rapporto tra etica, diritto e giustizia, proseguendo una ricerca che attraversa buona parte della sua produzione filosofica. Il nuovo volume nasce infatti da anni di studio e riflessione dedicati ai fondamenti del giudizio morale e alla possibilità di individuare principi capaci di oltrepassare le differenze culturali senza negarle.
Il punto di partenza è la crisi delle certezze morali che caratterizza il presente. Nelle società contemporanee convivono visioni del mondo profondamente diverse e, spesso, incompatibili. Questa pluralità rappresenta una ricchezza, ma pone anche un problema decisivo: se ogni concezione del bene dipendesse esclusivamente dalle preferenze individuali o dalle convenzioni di una determinata comunità, su quali basi potremmo condannare un’ingiustizia compiuta con il consenso della maggioranza?
La legalità, da sola, non sembra offrire una risposta sufficiente. La storia dimostra infatti che anche norme formalmente valide possono produrre discriminazioni e violazioni della dignità umana. Allo stesso modo, neppure il semplice consenso sociale può trasformare automaticamente una decisione in qualcosa di giusto.
Da questa consapevolezza prende forma la ricerca sviluppata nel libro. Attraverso il confronto con le principali teorie della filosofia morale e del diritto naturale, dall’antichità alla modernità, Primiceri prova a individuare alcuni criteri fondamentali di giustizia radicati nell’esperienza umana e non riducibili alla volontà del legislatore, alle consuetudini di una comunità o alle opinioni prevalenti in un determinato momento storico.
Il titolo racchiude uno dei nuclei centrali della riflessione: “buono” e “giusto” non sono concetti perfettamente sovrapponibili. Ciò che appare buono sul piano delle intenzioni o delle aspirazioni personali deve confrontarsi con il rispetto degli altri, con la reciprocità e con le conseguenze concrete delle nostre azioni. La ricerca del bene, quando viene separata dalla giustizia, rischia di trasformarsi nell’imposizione di una particolare visione morale; la giustizia, a sua volta, non può ridursi alla fredda applicazione di regole prive di attenzione per la persona.
Il tentativo è dunque quello di trovare un punto di equilibrio: riconoscere l’esistenza di differenze legittime e, nello stesso tempo, affermare alcuni limiti oltre i quali nessuna cultura, maggioranza o autorità dovrebbe potersi spingere. Una prospettiva che chiama in causa non soltanto la riflessione filosofica, ma anche il diritto, la politica e la convivenza quotidiana.
Pur affrontando questioni teoriche complesse, il volume propone un percorso argomentativo accessibile anche ai lettori non specialisti. L’obiettivo non è fornire un catalogo rigido di precetti, ma offrire strumenti con i quali interrogare le decisioni individuali e collettive, distinguendo ciò che è semplicemente consentito o socialmente accettato da ciò che può essere considerato autenticamente giusto.
La domanda sulla possibilità di una morale universale assume oggi un significato particolarmente concreto. Guerre, disuguaglianze, conflitti culturali, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di vulnerabilità riportano continuamente al centro la necessità di un linguaggio etico comune. Se non esistesse alcun criterio condivisibile, anche la difesa dei diritti umani finirebbe per poggiare soltanto su rapporti di forza o accordi provvisori.
Il buono e il giusto si inserisce pertanto in un dibattito antico, ma tutt’altro che astratto: quello sulla possibilità di costruire una convivenza fondata non soltanto sulle regole, bensì sul riconoscimento della dignità di ogni essere umano.
Il volume, pubblicato da Santelli Editore in formato brossurato, è già disponibile in preordine sul sito ufficiale dell’editore a un prezzo scontato rispetto a quello di copertina.
Preordina “Il buono e il giusto” sul sito di Santelli Editore


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