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di Stefano Bassi – In un’epoca in cui la filosofia moderna e contemporanea domina il dibattito accademico, il ritorno ai classici si rivela sempre più una fonte inesauribile di saggezza e comprensione. Tra queste opere senza tempo, “I paradossi degli stoici” di Marco Tullio Cicerone si staglia come un faro luminoso, offrendo una prospettiva unica e profondamente stimolante sul pensiero stoico e la sua rilevanza nel mondo contemporaneo.

Cicerone, noto per la sua maestria nella retorica e per il suo contributo alla filosofia e alla politica della Roma antica, attraverso i “paradossi” si immerge nell’universo stoico, esplorandone le idee più controverse e sorprendenti. Il titolo dell’opera, che potrebbe suggerire una contraddizione intrinseca al pensiero stoico, è in realtà un invito a guardare oltre le apparenze, a sfidare i pregiudizi e a esplorare la profondità della filosofia stoica.

Il libro, la cui nuova edizione, curata da Salvatore Primiceri, è edita da Libri dell’Arco nella collana “Gli Archetti“, si articola in sei paradossi, ognuno dei quali rappresenta una tesi apparentemente contraddittoria rispetto al senso comune, ma che svela una profonda verità etica e filosofica. Cicerone, con la sua abilità di grande oratore, presenta questi paradossi in modo vivace e accessibile, rendendo la lettura un vero piacere anche per i non specialisti.

Il primo paradosso, per esempio, sostiene che solo ciò che è morale è bene. Questa affermazione, che sfida l’idea comune che ricchezza, potere o piacere possano essere considerati “beni”, pone le basi per una riflessione sul vero significato della virtù e sulla sua centralità nella vita umana. Cicerone, attraverso questo e gli altri paradossi, invita il lettore a riflettere sulla natura della felicità, sull’importanza dell’autodisciplina e sul ruolo della ragione nella guida della vita.

I paradossi degli stoici” non è solo una finestra sul pensiero stoico, ma anche un’espressione del genio di Cicerone come filosofo. La sua capacità di rendere accessibili concetti complessi e la sua prospettiva unica su temi come l’etica, la politica e la natura umana rendono quest’opera un contributo fondamentale alla filosofia occidentale.

In un’epoca come la nostra, caratterizzata da incertezze e sfide complesse, la lettura di questo libro offre non solo un’occasione di arricchimento culturale, ma anche un utile strumento per navigare la realtà con una maggiore consapevolezza e saggezza. Cicerone, con la sua visione profonda e la sua scrittura elegante, continua a parlare alle generazioni presenti, dimostrando che le lezioni del passato possono ancora illuminare il nostro cammino.

In conclusione, “I paradossi degli stoici” è molto più di un’opera storica: è un invito a esplorare la ricchezza del pensiero umano e a riscoprire i valori eterni che possono guidarci nella vita quotidiana. La lettura di questo classico non è solo un viaggio nel tempo, ma un viaggio dentro noi stessi, alla scoperta di quella saggezza atemporale che è sempre stata al centro della ricerca filosofica.

Stefano Bassi

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