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gli-antenati_2560x1600(di Jessica Sabatelli) La società industrializzata odierna, è caratterizzata da molti fenomeni e comportamenti che non si riscontravano in passato. Uno di questi, è l’enorme incidenza e aumento del disturbo dell’insonnia.

L’uso continuativo di apparecchiature elettroniche (TV, Smartphone), associate all’inquinamento acustico e le luci nelle città, 24 ore su 24, hanno totalmente distrutto l’equilibrio naturale che contribuiva a conciliare il sonno dell’essere umano. Basti pensare che, ovviamente in natura non esistono luci notturne, se non quella lunare; mentre nelle città (soprattutto in quelle grandi) sembra impossibile trovare una qualsiasi zona completamente al buio.

I disturbi di privazione del sonno, sono strettamente collegati con l’obesità, l’abbassamento delle difese immunitarie e addirittura dei disturbi mentali.

Un’equipe, che ha effettuato una ricerca su questo tema, ha scoperto che i nostri antenati, dormivano molte ore in meno di noi, e questo non ne comprometteva minimamente la salute.

Le 8-9 ore di sonno consigliate da ogni medico per ogni individuo, sarebbero solo un’esasperazione derivata dallo stile di vita delle società moderne.

Sappiamo che i nostri avi erano soliti dormire in due tranche: nella prima si addormentavano dopo il tramonto e dormivano per non più di 4 ore, dopodiché, si svegliavano per svolgere una faccenda (preghiera, sesso, leggere un libro…) e infine si riaddormentavano, per qualche ora, prima del risveglio definitivo. Questa era la pratica in uso, praticamente da tutti, prima della Rivoluzione Industriale.

Lo studio prima citato, pubblicato su Current Biology, ha voluto sperimentare lo stile di vita dei nostri predecessori, con quelle sole e poche ore di sonno: hanno trovato 98 individui, provenienti dalle ultime civiltà “vecchio stampo” rimaste sul globo, in Tanzania, Namibia, e Bolivia.

Il risultato della ricerca ha dell’incredibile, perché in tutte e tre le comunità, le ore di sonno che circa tutti accumulano si aggirano intorno alle 6.5 ore!

Le società prese in esame, andavano inoltre a letto circa 3.3 ore dopo il calar del sole e la cosa più strabiliante è che, nonostante siano a migliaia di chilometri lontane l’uno dall’altra, hanno le stesse abitudini sul sonno: dormono e vanno a letto nelle stesse ore.

Un altro fattore incredibile, è che non sono stati riscontrati stati di stanchezza, insonnia o disordini di tipo psicologico.

Forse tutto questo dimostra che l’essere umano al suo “stato naturale”, dovrebbe dormire meno di quanto lo facciamo noi? Sarebbe mai possibile tornare alle “vecchie abitudini”, o le condizioni della nostra odierna società rendono un eventuale ritorno al passato impossibile?

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