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“Io, vagabondo che sono altro…” serve continuare?

Bastano queste parole a farvi capire di che cosa andrò a scrivervi oggi. Dei Nomadi, uno dei gruppi italiani più celebri e storici di sempre che oggi come ieri continuano a suonare regalandoci sempre grandi emozioni.

Sono stata a vederli per la loro tappa Padovana del loro nuovo Tour Teatrale lo scorso 16 Gennaio, al Gran Teatro Geox. Uno spettacolo variegato che presenta il loro ultimo album live assieme a canzoni che hanno fatto la storia della musica leggera italiana. Sono in sei sul palco, eppure suonano almeno per dodici elementi; brani che posseggono arrangiamenti e una forza trascinante.

Il concerto, siccome nella sua versione teatrale diventa un vero e proprio spettacolo, suddiviso in due atti che presentano un’anima diversa fra di loro; la prima parte è un connubio di medley dedicati a diverse aree tematiche mentre nella seconda parte troviamo invece i brani storici che vengono condensati posso dire, nel miglior modo possibile, dal loro repertorio.

Entrambi gli atti iniziano in un modo curioso, ovvero citando un altro gruppo intramontabile, quello dei compianti Beatles con un occhio di riguardo verso John Lennon. Perché se è vero che la prima parte ci viene introdotta con “Give peace a chance”, il secondo “atto” del concerto viene introdotto invece con “Imagine”.

Non mancano i riferimenti al compianto Augusto Daolio che rimane nelle memorie dei fan e dei compagni di gruppo Nomadi, primo fra tutti Beppe Carletti che vediamo sempre alle tastiere visibilmente emozionato; ciononostante Yuri Cilloni si dimostra un validissimo frontman capace di emozionare ed intrattenere il pubblico, si divide in simpatici siparietti assieme a Cico Falzone (chitarra)che gli fa da contro spalla comica. A completare ci sono nel sestetto, Domenico Inguaggiato alla batteria, Sergio Reggioli al violino che durante il concerto ha regalato degli splendidi assoli e Massimo Vecchi al basso e voce che regala una bellissima versione di “Dio è morto”.

Il concerto si ascolta da seduti, con pochissimi cellulari che riprendono perché tutti si vogliono godere l’attimo e gustarsi al meglio la musica, e poi, con “Io vagabondo” tutti si alzano in piedi e molti si avvicinano al palco. Yuri è felicissimo e mentre canta stringe mani a destra e manca e si fa avvolgere dal calore del pubblico.

Due ore e mezza quasi di musica, che racchiudono la storia di un gruppo che ieri come oggi è rimasto sé stesso, genuino, portatore di messaggi di pace e di amore, che oggi più che mai servono a tutti noi.

LINK VIDEO:   https://www.youtube.com/shorts/mSp1h6CG9a4

Messua Mazzetto

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