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Il legame tra fumetti e videogiochi è più stretto di quanto si possa pensare. Nonostante si utilizzino linguaggi differenti, i punti di contatto sono evidenti. In primis dalla costruzione di universi narrativi simili tra loro, in seguito la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto, ultimo ma non per importanza, la capacità di coinvolgere un pubblico spesso eterogeneo. Non sorprende, quindi, che molti titoli nati come videogiochi abbiano trovato nuova vita sotto forma di fumetto, mentre celebri serie a fumetti abbiano generato adattamenti videoludici capaci di conquistare intere generazioni di giocatori.

Un caso emblematico è quello di Assassin’s Creed, la saga Ubisoft che, dopo il successo delle avventure videoludiche ambientate in epoche storiche diverse, ha visto nascere una ricca produzione a fumetti (oltre che una serie tv prossima all’uscita targata Netflix). Le storie illustrate hanno permesso di ampliare la mitologia degli Assassini, esplorando personaggi secondari e vicende parallele non sempre sviluppate nei giochi.

Un discorso simile vale per Call of Duty: Modern Warfare 2, che ha ispirato un fumetto dedicato al personaggio di Ghost, pensato per offrire ulteriore spessore a uno dei volti più iconici del franchise. Anche Infamous, videogioco che mette al centro un protagonista dotato di poteri elettrici, ha avuto una trasposizione a fumetti, con trame che estendono e arricchiscono l’esperienza digitale.

Non mancano esempi nel campo delle mascotte storiche dei videogiochi. Sonic, nato negli anni ’90 come risposta di Sega a Mario, ha attraversato ogni medium: dai cartoni animati ai fumetti, passando per trasposizioni che ne hanno consolidato l’immaginario, cinema incluso. Lo stesso è accaduto per Street Fighter, il celebre picchiaduro Capcom, che ha trovato nei fumetti un mezzo per raccontare le origini e i legami tra i lottatori, ampliando così il mondo dei tornei già reso popolare dalle sale giochi e dalle console domestiche.

Il processo funziona anche al contrario. I fumetti sono stati la base per numerosi videogiochi, in particolare quelli legati all’universo dei supereroi. Personaggi come Spider-Man, Batman o X-Men hanno dato vita a serie che, a partire dagli anni Ottanta, hanno trasportato i lettori dentro scenari interattivi. Negli ultimi anni la tecnologia ha reso questi adattamenti sempre più sofisticati, come dimostrano titoli recenti che permettono di vivere in prima persona le atmosfere urbane di Gotham o di oscillare tra i grattacieli di New York nei panni dell’Uomo Ragno. Ma non si tratta solo di fumetti americani: anche produzioni europee come Turok: Dinosaur Hunter o Sam & Max hanno generato esperienze digitali, a dimostrazione della varietà di influenze possibili, nonostante il successo degli eroi targati Marvel e DC sia ancora ampiamente superiore.

Accanto a fumetti e videogiochi, vale la pena ricordare come anche il cinema abbia saputo attingere all’immaginario videoludico. Il gaming anche nei film è una traccia ormai consolidata: basti pensare alle numerose pellicole che hanno tratto ispirazione dai giochi. Non solo adattamenti diretti di titoli celebri, ma anche con scene diventate epiche ispirate dal gioco del poker o del blackjack live al tavolo verde, con l’atmosfera tesa tipica dei casinò. Questo dimostra come l’influenza del gaming non si limiti ai fumetti, ma arrivi a contaminare la costruzione visiva e drammatica del cinema stesso. Il percorso che unisce fumetti e videogiochi è dunque un intreccio di linguaggi, in cui le storie si trasformano e si arricchiscono passando da un medium all’altro, spesso ampliando ancor di più l’universo in questione.

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