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Hokage, nel titolo inglese ”Shadow of fire”,  ovvero “le ombre di fuoco” è il nuovo film del regista giapponese Shin’ya Tsukamoto, autore che viene considerato come il capofila del cyberpunk nipponico. Si tratta di un autore che segue una trasformazione artistica costante pur restando fedele ad alcuni stilemi formali che arrivano a caratterizzarne il suo cinema diventando quasi una firma. La fotografia ha spesso connotati simbolici ed evocativi e la messa in scena diventa qualcosa a metà tra il surrealismo ed il futurismo.

L’essere umano solitamente è per Tsukamoto un essere con molte fragilità che viene nel corso della sua vita attraversato da trasformazioni violente sia in ambito fisico che mentale, a volte causate anche da pulsioni interne nascoste che esplodono in modo inatteso ed improvviso.

Hokage si potrebbe descrivere in questo modo, è una storia potente, che quasi ci si stupisce che sia stata inserita nella categoria Orizzonti al festival del cinema di Venezia, perché ha così tanta forza che potrebbe essere stata inserita tranquillamente anche nella sezione principale.

Si tratta di un film che vuole essere anche un monito contro la guerra perché illustra appieno ciò che il momento post guerra arriva a rappresentare per coloro che riescono a sopravvivere; i sopravvissuti iniziano a vivere in una dimensione sospesa tra la vita e la morte , tra il continuare un’esistenza nuova ed il soffermarsi sulla vendetta. Un proseguimento ideale della sua trilogia antimilitarista dopo i precedenti “fires on the plain” 2014 e “Killing” 2018, quest’ultimo presentato anch’esso a Venezia durante il festival del cinema.

Altro punto di forza del film per quanto riguarda l’ambito estetico è il fenomenale gioco di luci, i chiari/scuri che diventano altrettanto protagonisti all’interno della pellicola, come delle pennellate date da un pittore (in questo caso il regista) per enfatizzare i momenti chiave della storia.

Per quanto riguarda gli interpreti,sono tutti molto competenti e tra di loro emerge la figura del bambino, in grado di essere vitale e speranzoso, nonostante la guerra e tutte le sfide che si trova ad affrontare lui rimane in piedi forte e deciso nonostante abbia perso la famiglia e tutti i suoi affetti continua a lottare e a sperare in un futuro che sia migliore del presente che sta vivendo.

Un film che scuote gli animi e fa riflettere.

VOTO: 10

Messua Mazzetto

QUI SOTTO LA MIA CHIACCHERATA CON TSUKAMOTO IN OCCASIONE DEL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA https://youtu.be/0hvxYEZJ4I8

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