Non una semplice mostra ma un viaggio con una cornice speciale: la Basilica Palladiana di Vicenza dove fino al 26 Luglio potrete entrare nel mondo eclettico come la sua carriera, dentro l’opera di un fotografo unico nel panorama italiano ed internazionale; ovvero Guido Harari.
Guido Harari: incontri vi porterà all’interno della carriera del fotografo dagli esordi negli anni ’60 dove Guido adolescente si appassiona al mondo della musica e della fotografia ed inizia il suo percorso artistico per arrivare alle sue fotografie più celebri e conosciute.
Saremo in tutto questo accompagnati da un audio guida molto speciale perché avremo lo stesso Harari che ci accompagnerà stanza dopo stanza raccontandoci il suo mondo, le sue suggestioni e tutto quello che l’appassiona e soprattutto il suo rapporto con il mondo della fotografia, come strumento di cattura dell’effimero, dove tutto quello che conta diventa catturare l’attimo.
Attimo che diventa poi racconto, testimone di un’epoca, o di una vita, in breve un racconto da condividere con gli spettatori dove ognuno guardando le fotografie di Harari si ritrova connesso a livello emotivo, a modo proprio con la propria sensibilità personale. Le fotografie di Harari spiazzano perché non sono “solo” ritratti ma sono parte della personalità di chi viene fotografato, chiunque esso sia. Rivelano elementi dell’unicità di ciascuno magari rivelano qualcosa che il soggetto stesso della fotografia ignorava e ne diventa così a conoscenza attraverso l’immagine che gli viene restituita dalla macchina fotografica.
Osserviamo così momenti di live musicali dove ritroviamo mostri sacri della musica internazionale come la fotografia di David Bowie che diventa anche l’immagine simbolo della mostra, immagini di Kate Bush, Leonard Cohen, Frank Zappa , e molti moltissimi altri… E dopo ci sono gli italiani, vediamo ritratti di Giorgio Gaber, Enzo Jannacci raffigurato come un magistrato con tanto di martello, Dario Fo assieme ai due appena citati che diventano così icone della milanesità in una foto iconica del trio. E ancora Franco Battiato, Gianna Nannini, Fabrizio De Andrè e anche i più recenti come il ritratto a Lucio Corsi.
Tutto questo viene racchiuso, avvolto come in un grande abbraccio dalla Basilica Palladiana, basta alzare lo sguardo e ne arriviamo a vederne il tetto sopra di noi che con i suoi archi dona una solennità ulteriore al tutto.
Stanze che sono curate nei minimi dettagli, dove è impossibile non uscirne affascinati e stregati da tutta la bellezza che viene proposta, dove non solo l’occhio ne esce arricchito ma anche le orecchie, vi sono delle musiche di sottofondo che ci accompagnano e creano un piacevole connubio con l’audio guida citata poco fa.
Arriviamo alla stanzona finale, circondati da foto e da quadri giganti che creano un pantheon ideale di volti, di persone e di storie e Guido si conceda raccontandoci dei suoi ultimi progetti, dei suoi lavori con la caverna magica un progetto che continuerà per tutta la durata della mostra dove si potrà (prenotandosi per tempo) farsi ritrarre da Guido Harari e vivere un esperienza, perché alla fine cosa resta quando andiamo a vedere un concerto?
Quando andiamo fuori con gli amici?
Quando passiamo una giornata con chi amiamo e vogliamo bene?
Resta quello, una fotografia, che riguardandola tempo dopo ci farà sorridere e ripensare a tutta la storia, alla vita che ci sta dietro.
VIDEO SHORT : https://www.youtube.com/shorts/70HQZ5loVgQ
Messua Mazzetto


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