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Green Wave è il film di apertura per l’edizione del Far East Film Festival di Udine di quest’anno. Con la regia di Lei Xu e come attori protagonisti Chuan-jun e Chaoying Xu viene raccontata la storia di un giovane sceneggiatore fallito e di suo padre.

Nel caso ve lo stavate chiedendo ebbene si, Chaoying Xu e Lei Xu sono parenti e sono proprio padre e figlio, durante il festival ho avuto modo di intervistare il regista e di chiedergli come è stato lavorare con il proprio padre. La sua risposta è stata a dir poco particolare perché mentre il film ruota attorno alla tematica del rapporto padre-figlio lui invece quando dirigeva il film racconta di aver lavorato con il padre come fosse un normale attore senza avere un coinvolgimento emotivo o limitandolo al minimo possibile.

Si parla di speranze disilluse e del recupero dei valori. A volte viviamo semplicemente perdendo di vista i nostri obiettivi e tralasciando le nostre aspirazioni. È quello che accade al protagonista del nostro film che si trova in un punto fermo della sua vita, dove dovrebbe aver raggiunto un certo livello nella sua professione ma invece vegeta in uno stato di limbo e staticità. Il tutto verrà movimentato con l’arrivo del padre che contribuirà a risvegliarlo dal torpore e sbloccandolo dall’inerzia.

La spinta del film è un inno a muoversi fin dal titolo, l’espressione “Green Wave” che da il titolo alla pellicola è un’espressione del gergo stradale che vuole ricordarci quando ci troviamo di fronte ad una distesa di semafori e questi si illuminano tutti assieme con il via libera creando una sfilza di lucette di colore verde, un’onda verde per l’appunto.

Il cuore del film sta nella ri-costruzione del rapporto tra il padre e il figlio, un padre che inizialmente aveva lasciato correre il rapporto con il figlio dopo essere diventato vedovo e non avendo mai compreso a fondo i desideri che animavano il suo ragazzo a voler perseguire nella strada per fare un mestiere tanto particolare ai suoi occhi come quello dello sceneggiatore. Partendo da un atteggiamento di sfiducia ma poi pian piano ricredendosi il padre diventerà a poco a poco il suo primo sostenitore. La vicinanza farà bene a entrambi i protagonisti. Inizialmente sarà per entrambi un grande terremoto nelle loro rispettive vite ma poi con il passare del tempo le influenze reciproche riusciranno a migliorarli a vicenda.

Un film con una trama quindi all’apparenza molto semplice ma con tanti piccoli sottotesti sottili che riescono a renderlo un film dolce e simpatico, a tratti arricchito da scenette comiche per le quali il regista ha preso ispirazione guardando sketch in televisione, uno di questi in particolare ha raccontato di averlo visto in un programma giapponese e di averlo ripreso passo-passo.

Messua Mazzetto

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