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Il primo dicembre é la giornata mondiale della lotta contro l’AIDS e, come ogni anno, il governo manda in onda uno spot televisivo che abbia la funzione di informare e aiutare i cittadini a prevenire la malattia.

Ancora una volta però, nello spot non viene utilizzata la parola “preservativo”, nonostante la funzione principale di esso nel prevenire appunto l’insorgere dell’infezione. Frutto di un’influenza cattolica a cui il ministro Balduzzi (foto) si é inginocchiato? Comunque la si voglia pensare il risultato é l’ennesimo spot che informa in maniera incompleta su un argomento fondamentale come la salute dei cittadini.

Duro il commento del presidente di Equality, Aurelio Mancuso:

“E ancora una volta, nonostante le belle immagini, che fanno vedere qua e la’ il condom, nello spot annuale di lotta contro l’Aids, la parola “preservativo” e’ bandita”. Lo sottolinea Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia. “Si parla di rispetto della vita, di fare il test – aggiunge ma l’unico presidio sanitario che previene il contagio non ha nome. Purtroppo si tratta di storia antica, interrotta solo da un ministro della Salute, Livia Turco, che approvo’ una campagna chiara e in linea con le indicazioni sanitarie mondiali. Renato Balduzzi proprio non ce la fa a non preoccuparsi delle possibili invettive curiali, che da decenni impediscono una continuativa ed efficace campagna di prevenzione. E’ un peccato coinvolgere un attore come Raul Bova, in uno spot cosi’ ben confezionato, dove persino si percepisce la presenza di una coppia lesbica e di un gay, e renderlo cosi’ inefficace e muto sulle uniche parole da pronunciare: usate il preservativo!”

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