Il sorpasso del gioco online su quello tradizionale è realtà non solo nel comparto pubblico e controllato, ma anche in quello illegale. A confermarlo è la ricerca “Misura del mercato del gioco illegale in Italia”, realizzata dal Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie “Fabio Gobbo” dell’Università LUISS Guido Carli, che ha analizzato l’evoluzione del fenomeno tra il 2015 e il 2023.
Lo studio, riassunto da Giochi di Slots nell’infografica in basso, si concentra su quattro comparti principali del mercato del gioco: apparecchi da intrattenimento, lotterie retail, scommesse retail e gioco online, con l’obiettivo di stimare la dimensione della quota di mercato non autorizzata e comprendere come questa si distribuisca tra i diversi segmenti del settore. E i dati parlano chiaro: il valore complessivo del mercato illegale del gioco in Italia viene stimato in circa 29,8 miliardi di euro, di cui ben 25,4 miliardi riconducibili al gioco online non autorizzato (oltre l’85% dell’intero giro d’affari). Alle spalle dell’online si collocano le scommesse retail (2,58 miliardi di euro), gli apparecchi da intrattenimento (1,28 miliardi) e il comparto delle lotterie retail (560 milioni di euro). La crescita del canale digitale appare particolarmente evidente osservando l’andamento storico della raccolta: se nel 2015 il volume complessivo del gioco online superava i 16 miliardi di euro, nel 2023 ha oltrepassato gli 81 miliardi, con un incremento più marcato a partire dal 2020, quando la diffusione dei servizi digitali ha accelerato in numerosi settori dell’economia.
Secondo l’analisi, a questa crescita non è però corrisposto un incremento altrettanto significativo degli strumenti di contrasto. Il numero delle violazioni amministrative accertate, l’entità delle sanzioni e l’applicazione di misure cautelari non hanno infatti seguito la stessa traiettoria di sviluppo dei volumi economici. Le ragioni di questa discrepanza sono legate soprattutto alle caratteristiche del contesto digitale: i siti non autorizzati possono operare attraverso server collocati all’estero, spesso in giurisdizioni offshore, rendendo più complessa l’attività investigativa. A complicare il tutto si aggiunge l’utilizzo di VPN per aggirare i blocchi territoriali e il crescente ricorso a criptovalute e sistemi di pagamento decentralizzati, che possono rendere meno immediata la tracciabilità dei flussi finanziari.
Diversa appare la situazione nel gioco terrestre. Nel comparto degli apparecchi da intrattenimento, ad esempio, l’attività di controllo svolta sul territorio consente una maggiore efficacia delle verifiche. Numeri in crescita anche per il settore delle scommesse fisiche, passato da circa 4,3 miliardi di euro nel 2015 a oltre 8,4 miliardi nel 2023, nonostante la contrazione legata alla pandemia. Le lotterie, invece, hanno mostrato un andamento generalmente positivo, con una sola significativa flessione nel 2020.
Il report, insomma, mette in luce una situazione chiara: il gioco online rappresenta oggi il principale canale attraverso cui si sviluppa il mercato illegale. Per questo motivo, le attività di contrasto tendono a concentrarsi sempre più sul monitoraggio dei flussi finanziari, sull’analisi del traffico web e sull’individuazione delle tecnologie utilizzate per eludere i controlli. Ed è qui che si giocherà la sfida del futuro, sulla capacità di adattare gli strumenti di vigilanza alle nuove dinamiche digitali.



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