(ns. inviato Andrea Dasso) –Si è chiusa con un concerto sold-out la due giorni sanremese di Gianna Nannini che ha portato il 26 e 27 marzo il suo Hitstory Tour sullo storico palco dell’Ariston che, come lei stesso ha dichiarato ad inizio concerto per troppo tempo è stato sottratto al rock e dedicato all’opera e alla musica leggera.
Formazione rinnovata rispetto al precedente tour per l’artista toscana: con lei c’è ovviamente il il fidato Davide Tagliapietra alle chitarre, Moritz Müller alla batteria e Daniel Weber al basso, ma anche la seconda chitarra di Thomas Festa, Will Medini alle tastiere, due coriste (Isabella Casucci e Anna Camporeale) e soprattutto la grande novità dell’Hitstory Tour, il sestetto d’archi Red Rock Strings, fortemente voluti dal manager dell’artista toscana (David Zard) per l’energia che riescono a dare al sound rock di Gianna.
Il concerto di sabato 27 inizia alle 21.15 ed in tutto saranno oltre 2 ore di musica con una scaletta di 30 pezzi, con ben 5 encore, davanti ad un pubblico numeroso e che, cosa rara in teatro, è stato autorizzato dalla stessa Gianna ad alzarsi e scatenarsi al ritmo del suo rock (“il servizio d’ordine non è stato autorizzato a farvi stare seduti” dirà Gianna durante il concerto).
La serata ha permesso a Gianna di percorrere in lungo e in largo tutta la sua carriera dalle trasgressive hit anni ’80 (riarrangiate in una chiave ancora più rock) come America (che ha aperto alla grande il concerto), seguita a ruota dall’esplosiva Avventuriera (che non veniva eseguita da 20 anni) e Possiamo Sempre con Gianna che scende dal palco per godersi una crowd surfing tra il pubblico delle prime file che da sola dà l’idea del rock show a cui si sta assistendo. La scaletta poi scorre via tra momenti lenti (ad esempio Profumo o Ragazzo Dell’Europa) e rock (l’alternanza dei pezzi è stata appositamente studiata per dar modo alla voce e al fisico di Gianna di reggere al meglio le 2 ore di spettacolo) con pezzi storici come Hey Bionda e Fotoromanza o I Maschi alternati a pezzi più recenti come Ogni Tanto e Ti Voglio Tanto Bene. Dopo il buon successo di Hitalia non potevano mancare le cover da Ciao Amore Ciao a Lontano Dagli Occhi passando per l’hard-rock di Dio E’ Morto. Non manca il
momento più emozionale degli ultimi concerti di Gianna, quelli in cui resta da sola al piano sul palco, in questo tour i pezzi piano-voce sono Notti Senza Cuore e Oh Marinaio per due versioni davvero da brividi. Il concerto poi riprende con Io, la sofferta Amandoti e altre hits a cavallo degli anni ’80-’90 come Bello E Impossibile e Latin Lover. La prima parte dello show si avvia alla chiusura tra Mama (uno dei pezzi meno convincenti della serata insieme a Pazienza e a Tears) , Sei Nell’Anima (forse la più grande hit di Gianna degli anni 2000) e Meravigliosa Creatura.
Via poi al corposo encore con due cover (L’Immensità e Casa Bianca, brano degli anni ’60 presentato in omaggio a Don Backy e Marisa Sannia) inframmezzate dalla nuova Tears e poi per chiudere Un’Estate Italiana e Aria, degno finale di un emozionante concerto che ha visto l’ultima cantante rock italiana dominare la scena, con grinta, passione e personalità.


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