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Il fenomeno migratorio, pur facendo parte della storia dell’umanità, ha assunto una velocità estremamente rapida, grazie alla notevole riduzione delle distanze fisiche, che hanno permesso un maggior contatto e confronto tra le diverse culture. La “Popolazione Umana Mobile” ha superato, negli ultimi anni, la cifra di un miliardo e 400 milioni. Si tratta di persone che provengono da Africa, America del sud, Asia ed Est Europa ed attraversano, definitivamente o temporaneamente i confini del proprio Paese d’origine per motivi turistici, politici, economici, professionali o per sfuggire a persecuzioni politiche e religiose. Il nostro paese partecipa a questo fenomeno mondiale sia come paese di origine, che come paese di accoglienza.

In poco più di venti anni l’Italia si è consolidata come meta più o meno definitiva per un flusso di cittadini stranieri in costante aumento. La popolazione immigrata è cresciuta infatti di quasi 20 volte. Secondo la stima del Dossier Caritas Migrantes, gli stranieri regolarmente soggiornanti sono oltre 5 milioni (1 immigrato ogni 12 residenti) contro il dato dell’Istat che all’inizio del 2010 ha registrato 4 milioni e 235 mila stranieri residenti in Italia, con una incidenza sulla popolazione residente di oltre il 6%, un punto in più della media dell’Unione Europea. Il sistema della “globalizzazione” ha rimesso in gioco il “determinismo delle Malattie Infettive”, con l’emergere di nuove patologie e la ricomparsa di altre, che sembravano destinate a ridursi o addirittura ad estinguersi. Spesso, il medico che si trova di fronte a un paziente immigrato, a un bambino adottato all’estero, a un viaggiatore rientrato (di recente o meno) da un paese tropicale è confrontato spesso con patologie e problemi clinici di cui non ha esperienza. Tra queste, la malaria, le malattie sessualmente trasmesse (MST), la tubercolosi (TBC), le infezioni emergenti. Riguardo alla TBC, nonostante la sua incidenza si sia ridotta negli ultimi anni, la popolazione immigrata ha un rischio di contrarla pari a 10-15 volte in più rispetto alla popolazione italiana. Anche il numero delle MST è enormemente aumentato negli ultimi anni. Inoltre, le condizioni di sfruttamento sessuale cui sono sottoposti donne e uomini immigrati, li espone al rischio di essere contagiati e quindi di diffondere MST tra cui l’AIDS, la lue e l’epatite B.
Giunto alla sua III edizione, il convegno, organizzato dal Prof. Carlo Contini, a cui partecipano eminenti esperti nazionali e stranieri, ha l’obiettivo di delineare il contesto nazionale e locale delle migrazioni esaminando le principali implicazioni per la salute, compresi gli aspetti socio-demografici e normativi; fornire adeguate conoscenze sull’epidemiologia geografica delle patologie infettive e tropicali del migrante e del viaggiatore, sulle corrette procedure diagnostiche per l’identificazione etiologica, sulle più attuali strategie di prevenzione, chemioprofilassi e terapia; favorire lo scambio di esperienze in ambito di formazione sulla salute delle migrazioni.
Il Convegno rappresenta un momento di riflessione e di confronto con il mondo scientifico e con esperti del settore sulla necessità di condividere strategie di intervento, che tengano conto dell’unicità della persona straniera, della complessità delle tematiche trattate e della necessità di attivare percorsi di salute in grado di raggiungere tutti gli individui, italiani e stranieri.

Quando 09/11/2012
da 08:00 al 18:30
Dove Aula Magna – Università degli Studi – Via Savonarola, 9 – Ferrara
Persona di riferimento Delphi International Srl
Recapito telefonico per contatti 0532 1934216
Partecipanti Dirigenti medici

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