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foto_redring Recentemente L’AltraPagina ha recensito il nuovo EP dei marchigiani Red Ring, giovane rock band che ha appena realizzato l’EP Knock Out.Abbiamo avuto modo di realizzare una lunga intervista con i Red Ring, ecco cosa ci siamo detti:

1. Visto che questo è il vostro primo EP come Red Ring ci raccontante come vi siete conosciuti?
Facciamo i cavalieri partiamo da come abbiamo conosciuto Elisa… si perché Davide, Edoardo e Giacomo, facevano già parte dei Last Minute (la prima fase del gruppo) e abitano in un raggio di 3km, potete quindi immaginare.
L’incontro con Elisa invece è stato fortunato, noi (ex Last Minute) eravamo alla ricerca di una cantante, dopo il cambio di line up, lei era alla ricerca di un gruppo! Meglio di così… il tutto però è avvenuto grazie ai rispettivi maestri di canto e chitarra di Eli e Giacomo, che all’epoca a loro volta suonavano insieme e ci hanno messo in contatto.
Dulcis in fundo è arrivato Juri amico di vecchia data che suonava già con Edoardo e Giacomo in un’altra formazione.

2. La vostra band nasce come Last Minute, poi il cambio di nome, come mai?
Si la band nasce nel 2007 principalmente come cover band con il nome Last Minute. Nel 2013, dopo due anni già dell’attuale formazione, abbiamo voluto dare una svolta decisa al progetto incentrandolo sulla nostra musica. Per questo vero e proprio nuovo inizio, abbiamo sentito il bisogno di cambiar anche nome, il vecchio ormai non ci rappresentava più.

3. Red Ring ovvero Anello Rosso, da dove nasce questo nome?
Quasi tutti traducono “Red Ring” come anello rosso…  Noi invece non intendiamo “Ring” come anello ma come il ring della boxe.
L’idea del nome è nata da Eddy, dal fatto che nella nostra sala prove abbiamo a terra dei tappeti rossi che guardandoli dall’alto vanno a formare pressappoco un quadrato… questo quindi è il nostro Red Ring! Il Ring Rosso è la nostra casa dove nascono e vengono sviluppate le idee dei pezzi e dove capita di avere anche qualche sincero confronto… non ci picchiamo però qualche insulto magari vola.

4. Il vostro primo lavoro “Senza Tempo” era un EP in italiano poi avete virato sull’inglese per Knock Out, come mai questo cambio di rotta?
Senza Tempo è un disco totalmente diverso da Knock Out. All’epoca eravamo nel pieno dell’adolescenza e nei brani questo stato psico-fisico è molto evidente. Anche con il genere, più Pop che Rock, l’italiano si legava bene.
Knock Out invece è il frutto di un cambiamento della band verso un sound decisamente rock nel quale abbiamo trovato con la sonorità della lingua inglese il giusto completamento delle nostre linee melodiche.

cover_redring_ep_knockout5. Senza Tempo è datato 2009, Knock Out 2015… come mai sono stati necessari 6 anni per ascoltare qualcosa di nuovo da voi?
Di tempo ne è passato parecchio, è vero.
Il punto è che dobbiamo considerare il mutamento quasi totale della band passando da Last Minute a Red Ring. Come il baco che si trasforma in farfalla.
Detto questo, partendo dalla line up iniziale dei Last Minute ci sono stati numerosi cambiamenti che non hanno di certo aiutato a trovare la stabilità per incidere qualcosa di nuovo. Il progetto Red Ring è partito a tutti gli effetti come dicevamo circa tre anni fa, quando si è consolidata l’attuale formazione, e da qui abbiamo ripreso a scrivere e concentrarci su nuove idee.

6. Passiamo al vostro nuovo lavoro, Knock Out appunto, come avete scelto il nome dell’EP?
Abbiamo scelto Knock Out, perchè si ricollega al mondo del pugilato come il nome della band (quindi per ribadire il senso del nome) e per il significato, letteralmente Mettere Ko, una definizione breve ma decisa, basata sull’idea di lasciare il segno con un colpo secco, il nostro Ep.

7. Sul pavimento del ring in copertina di Knock Out, compare il vostro “stemma”, cosa rappresenta?
Per lo stemma abbiamo deciso di giocare con le iniziali del nome RR, infatti il logo è composto da 4 R specchiate. Semplice ma incisivo!

8. Knock Out è un EP dall’anima profondamente rock, quali sono i musicisti o le band che hanno influenzato la vostra crescita artistica? E a chi si richiama il sound di Knock Out?
Ognuno di noi sicuramente ha i suoi “miti”, dai Queen (Ely) ai Guns n’ Roses (Giacomo) per arrivare ai Nickelback (Juri), Foo Fighters (Eddy) o Red Hot Chili Peppers (Davide)… come si può intuire amiamo tutte le sfumature del Rock.
Perciò ognuno porta il proprio gusto e la propria sfumatura musicale poi si cerca di trovare insieme la direzione migliore. Per il sound ci siamo ispirati alle produzioni rock americane delle quali amiamo profondamente l’amalgama e la potenza che esprimono.

9. Come nascono i pezzi di Knock Out ed in generale le vostre canzoni? Lavorate ai pezzi assieme oppure uno di voi prepara i testi, un altro la musica e così via?
I pezzi di Knock Out sono nati dalle idee di Giacomo, che ha gettato le fondamenta di testo e musica. Poi tutto il lavoro di arrangiamento e di sviluppo dei brani è stato fatto insieme dall’intera band in sala prove. In generale solitamente la creazione del brano avviene così, partiamo da un idea, spesso abbozzata da un singolo e poi la sviluppiamo, smontiamo e rimontiamo il tutto fino a trovare la forma che sentiamo.

10. Nei testi di Knock Out quanto c’è dei Red Ring? Sono testi personali e autobiografici o parlano di temi più generali?
I testi sono prevalentemente autobiografici, c’è tanto di noi e di situazioni vissute in prima persona.

1cover_redring_youbreakdownmysoul1. Il primo singolo di Knock Out è la rock ballad You break down my soul cosa racconta la canzone?
Il brano racconta di un amore complicato che lotta per non morire. Un rapporto di coppia difficile da tenere ancora in piedi, ma che ne nessuno dei due vuole lasciar cadere definitivamente.

12. Il video del primo singolo è in qualche modo legato con il testo della canzone? Curiosa anche la scelta di ambientarlo in parte in una cava…
Il video con le sue immagini è strettamente legato a ciò di cui parla il brano. I due protagonisti vivono sulla scena frammenti della storia che racconta il brano.
La band invece, sempre in scena attorno alla coppia, fà da narratore alle immagini. Anche la scelta della cava è legata alle parole del pezzo. La roccia in cui è scavata la cava rappresenta la ruvidità e la tensione che c’è in questo rapporto di coppia, ma essendo il luogo in una zona montana esprime allo stesso tempo anche un’idea di quiete e serenità che gli amanti forse ritroveranno.

13. Un altro prezzo di Knock Out che mi ha colpito è Dear Friend, di cosa parla? Ad un primo ascolto sembra una sorta di lettera in musica inviata ad un amico…
Si, Dear Friend è questo, una lettera amara scritta lasciandosi andare ad un amico, confessandogli la paura verso il mondo che ci dà la vita ma non ci dà la possibilità di viverla come vorremmo.

14. L’Ep si chiude con una cover (ottima) di Mad World dei Tears For Fears, come avete pensato a questo omaggio ad una band degli anni ’80?
Mad World è uno dei nostri primi “Frankestein”…  ci diverte infatti prendere dei brani, soprattutto del passato, e mettergli addosso il nostro stile, cercando di dare un’interpretazione nuova.
Qui l’esperimento ci sembrava ben riuscito perciò siamo stati felici di inserirla nel nostro Ep. Speriamo che i TFT non si siano offesi!

15. Avete presentato Knock Out nella vostra regione in un release party e come ospiti a Rock Targato Italia, state preparando anche un tour promozionale vero e proprio?
Ci ha fatto un enorme piacere poter presentare Knock Out nel nostro paese Ostra (AN). Siamo stati felicissimi della risposta che c’è stata da parte della gente,
una grande partecipazione e davvero tanto affetto! Per il prossimo futuro le date riprenderanno a fine Giugno, al momento sono in fase di continuo mutamento, appena pronto il programma vi aggiorneremo sicuramente!

16. In passato avete aperto un concerto dei Nomadi, che ricordi avete di quell’esperienza?
Abbiamo avuto la fortuna di suonare in apertura di due concerti dei Nomadi, in entrambi i casi è stato molto intenso ed emozionante. Star dietro le quinte con una band storica, scambiare qualche battuta con i musicisti… bellissimo! Sempre Nomadi!

17. Sempre a proposito di live, ho letto che durante i concerti alternate brani inediti del vostro repertorio a cover, quali artisti e brani vi piace maggiormente proporre dal vivo?
Si, spesso inseriamo anche alcune cover nei nostri live. Nella scaletta non c’è un’artista che prevale sugli altri, però forse tra i brani quelli che preferiamo suonare sono la “nostra” “Mad World”, “The wild boys” dei Duran Duran e “The Pretender” dei Foo Fighters.

18. Quanto è difficile per una band indie farsi strada in Italia nel mondo della musica e, per quanto riguarda i live, uscire dal cliche di “quanta gente porti nel mio locale”?
Molto difficile, siamo giovani ma questo l’abbiamo già capito.
Anche per i live la difficoltà è tanta, i locali o le feste che propongono musica live purtroppo sono sempre meno, vuoi anche per i costi di organizzazione che effettivamente hanno, il cerchio si è stretto molto. Nei rari casi rimasti poi, molto spesso si và sul sicuro con le tribute band e non di certo dando spazio a chi propone qualcosa di proprio.

19. Ormai i talent sono diventati per molti musicisti una via per arrivare al “successo”, avete mai tentato o pensato di parteciparvi?
No sinceramente non abbiamo mai pensato di provare a partecipare ad un talent. Certamente però ad oggi sono una corsia preferenziale, se riesci ad entrare hai subito un’immediata visibilità che fa salire di tanto le tue quotazioni.

20. Sempre a proposito di musica indie, come vedete la scena indie italiana? C’è qualche artista indipendente del nostro Paese che ammirate o seguite particolarmente?
In Italia c’è abbastanza fermento nella musica indipendente, però forse il movimento è concentrato più attorno a particolari città o provincie, non in tutte le zone gli si dà spazio purtroppo. Per quanto riguarda gli artisti a livello italiano ammiriamo molto i “Plan de Fuga”, hanno un sound davvero particolare e curato.

21. Potendo sbizzarrirvi, chi vi piacerebbe avere ospite nel vostro prossimo lavoro?
Bè sarebbe bello avere nel prossimo disco un bel duetto tra la nostra Elisa e un Jared Leto dei “Thirty Second to Mars” o Myles Kennedy degli “Alter Bridge”.
Oppure anche un bel solo di Slash gaserebbe… Poi tutti a cena insieme!

22. I Red Ring ed il futuro: quali piani avete in mente per i prossimi mesi?
Ci sono davvero tante idee in cantiere…
A breve pubblicheremo un nuovo singolo estratto da Knock Out, ripartiremo con i live e nel frattempo stiamo lavorando su i pezzi che andranno a comporre il nuovo album. Non sveliamo ancora le date, ma rimanete sempre aggiornati!

(Andrea Dasso)

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