27 Views

dfs(di Giuseppe La Rosa) Nuovi grattacapi per il Paese ellenico, dopo aver trovato l’accordo con le istituzioni internazionali e aver scansato i problemi di solvibilità con i creditori, il governo greco ha deciso di indire elezioni anticipate per il 20 settembre. Decisione questa che potrebbe complicare ulteriormente il piano di riforme per risanare il debito.

L’agenzia internazionale di rating Fitch (società che si occupa di valutare la qualità dei titoli obbligazionari emessi da un soggetto privato o pubblico),  fa sapere nel suo rapporto:  “Le relazioni con i creditori sembrano essere migliorate con l’accordo del 14 agosto, ma la probabile pausa nei lavori parlamentari necessari per le riforme durante la campagna elettorale che arriva cosi presto dopo l’accordo potrebbe generare qualche nuovo dubbio circa la capacità del governo di rispettare i requisiti del programma”.

L’agenzia  sottolinea come le elezioni, previste prima che avvenga la prima revisione programmatica annunciata per ottobre, potrebbero intralciare le azioni politiche necessarie per portare a compimento il dossier. L’ipotesi peggiore sarebbe quella di un Paese trascinato in una nuova fase di pericolo, che potrebbe far saltare di fatto il bailout (salvataggio).

 “Le elezioni anticipate in Grecia evidenziano i rischi che l’incertezza politica e le possibili evoluzioni delle relazioni con i creditori internazionali pongono alla riuscita del terzo piano di salvataggio al Paese”.

Ad agosto Fitch ha aumentato il rating della Grecia da CC a CCC rispecchiando l’attenuarsi della crisi finanziaria. Tuttavia l’agenzia conclude il suo rapporto ravvisando ancora molte perplessità sulla situazione: “con un rating sovrano di CCC, un default su bond detenuti da privati rimane ancora una possibilità reale”.

Intanto, in merito alle scelte operate dal governo di Atene, continuano le diatribe tra Tsipras e Varoufakis. Proprio l’ex ministro delle Finanze  in un’intervista alla tv Cnbc sull’accordo tra la Grecia e la Troika ha fatto sapere: “anche uno di 10 anni con nozioni di matematica di base saprebbe che se tu hai un debito insostenibile e cerchi di risolverlo come un problema di liquidità e contrai il prestito più grande della storia in condizioni di severa austerità non può andare bene “. E riguardo i rapporti con l’ex Premier  ha concluso dicendo:  “abbiamo dei dissensi politici e non lo appoggerò alle elezioni”.

Secondo i sondaggi, Syriza sarebbe in netto calo, con circa il 25% dei voti, in un  testa a testa con il partito Nuova Democrazia che invece registra il 25,3% dei consensi. Nonostante l’ex primo ministro Alexis Tsipras avesse dichiarato di credere in una vittoria di Syriza, a poco meno di dieci giorni dalle elezioni la situazione in Grecia è meno scontata di quel che si potesse immaginare. La paura che questa rinnovata instabilità politica riporti lo spettro Grexit è tutt’altro che infondata.

Comments

comments