Continuano ad aumentare i consumi di acqua minerale italiana all’estero, si registra infatti un considerevole sprint di crescita a doppia cifra per il primo trimestre di quest’anno.

La recensione dei dati ottenuti dal Mineral Water Monitor conferma infatti una variazione importante delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’intero comparto delle acque minerali ha registrato solamente in Italia una variazione positiva del +6,4%, con un valore pari a 886 milioni e un aumento complessivo del volume pari al +4,7%. Mentre i consumi interni di acque in bottiglia sono tornati a crescere, trainati dalla ripresa delle attività e dal nuovo avvio dei flussi turistici, si registra un vero e proprio sprint per il fronte export.

Da un’analisi sull’export delle pmi italiane produttrici di acque minerali condotta da EGO International (qui il sito ufficiale), azienda leader nei servizi di internazionalizzazione per le imprese, si rileva come l’attuale boom di esportazioni di acqua italiana ha saputo resistere e superare la congiuntura economica grazie ad un nuovo approccio al mercato straniero. Dalla recensione emerge infatti come il recente inserimento nel mercato dell’acqua minerale da parte di produttori di vino abbia determinato un balzo in avanti della vendita oltre i confini nazionali. Crescita resa possibile grazie all’adozione di nuove strategie di internazionalizzazione aziendali, che ha portato ad una pianificazione mirata e all’affiancamento di partner commerciali strutturati: leva che ha reso possibile una sana competizione con i principali paesi competitor, in primis la Francia.

Dall’analisi dei dati NielsenIQ, confermati dalla recensione di EGO International, il nuovo trend ha avuto un impatto anche sulle acque funzionali, i prodotti arricchiti di vitamine, minerali, essenze di erbe e frutta. Un settore di nicchia che grazie al nuovo approccio dell’export italiano ha saputo abbattere le incognite del mercato rafforzando la posizione dell’Italia all’interno dell’area comunitaria e verso paesi extra UE.

Le dinamiche dell’export nei mercati top

Alle recenti opinioni sull’andamento all’estero del settore dell’acqua minerale risponde la recensione di Ego International, che accerta quanto già precedentemente previsto all’interno del suo blog: si confermano infatti le opinioni sulle evoluzioni del commercio estero e sull’importanza dei canali di vendita scelti dai player nazionali. È grazie, infatti, ad un continuo monitoraggio dei cambiamenti delle esigenze dei consumatori e all’integrazione di nuove modalità di approcciarsi all’export nei mercati più avanzati, che è possibile stimolare ampi margini di crescita. Sono infatti i mercati fortemente strutturati e con un’approfondita conoscenza della qualità dei prodotti made in italy ad aver dato vita al nuovo sprint di crescita per il settore delle acque minerali.

Dalla recensione dei mercati top di EGOInternational, viene inoltre confermata l’opinione comune secondo cui la valorizzazione dei prodotti italiani avviene nei paesi in cui l’Italia detiene un market share già elevato, anche se non mancano aumenti considerevoli in altri paesi. Sul fronte estero, infatti, lo sprint delle esportazioni delle acque minerali ha registrato un +33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un aumento considerevole delle esportazioni trainate dalle vendite di acqua negli Usa (dove si è registrato un +46% su base annua), un mercato in cui l’Italia è presente grazie alla vendita di acqua minerale frizzante, che copre l’89% dell’export totale italiano del settore.

Ottimi anche i dati relativi al Regno Unito (che registra un +77%), alla Germania (+12%) e alla Svizzera (+23%). Resta invece pressoché invariato l’export di acqua italiana verso la Francia: come conferma EGOInternational, l’attuale variazione rispetto allo scorso anno (che per le vendite in Francia corrisponde ad un esiguo +1%) è determinata dall’alto livello di volume pregresso e dalle difficoltà di competizione con quello che per molte opinioni è considerato un nostro competitor diretto, insieme alla vendita del vino, sui mercati internazionali.

Il dato positivo relativo ai primi mesi dell’anno, conferma l’opinione che vede, come strada da percorrere, la valorizzazione della qualità delle eccellenze italiane, unita ad una solida strategia commerciale. Solo in questo modo sarà possibile mantenere una valutazione positiva da parte dei consumatori dei paesi esteri nei quali i nostri prodotti vengono commercializzati.

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