Da diversi anni sono stati compiuti molti studi riguardo i possibili effetti benefici del CBD. Una delle diatribe principali si è concentrata sulla vera efficacia che tale sostanza può avere nel contrastare determinati sintomi quali dolore, mal di testa, nausea, stress e ansia.

La comunità scientifica negli ultimi anni ha ampiamente dimostrato che la legalizzazione del cibo d il suo consumo ha rappresentato una scoperta importante nel mondo della medicina. Se si desidera approfondire questo e altri aspetti sull’utilizzo del CD è possibile visitare questa pagina.

E’ così che si è smentita una ipotesi, lanciata a livello sociale e politico, che la legalizzazione del CBD e il conseguente boom nelle vendite fosse soltanto un’operazione commerciale. In realtà così si è messa in vendita una sostanza che, data la quasi totale assenza di controindicazioni ed effetti collaterali, permette di sfruttare i benefici del cannabidiolo.

Gli studi sull’efficacia del CBD sono continuati proprio per dimostrare che l’utilizzo di questa sostanza non fosse solo un’operazione commerciale di rilevanza mondiale ma che, con le dovute precauzioni e secondo i termini previsti dalla legge, le terapie a base di cannabidioli potessero rappresentare una valida alternativa alla medicina tradizionale.

Il metodo di studio

Per effettuare tali studi sono stati presi come campione oltre 2.500 persone alle quali è stato chiesto di provare per un periodo ad abbandonare le classiche medicine che curavano gli stessi sintomi sui quali avrebbe dovuto avere effetto il CBD e di affidarsi solamente al consumo di quest’ultimo. Tale ricerca si è svolta in territorio statunitense e ha visto la collaborazione tra HelloMD, una community con 150.000 utenti tra pazienti, medici ed esperti sul tema della cannabis e BrightField Group, una società che si occupa di analisi di mercato per quanto riguarda i prodotti contenenti cannabis.

Dagli studi è emerso come il 42% delle persone coinvolte abbia definitivamente abbandonato la medicina tradizionale a favore dell’uso del CBD. I sintomi che queste persone dovevano curare andavano dall’insonnia all’ansia fino alla depressione e ai dolori articolari e la quasi la totalità dei pazienti impegnati nell’esperimento ha espresso un parere favorevole sulla reale efficacia dei prodotti testati.

La controprova scientifica

Questo studio, naturalmente, basandosi quasi esclusivamente sulle testimonianze degli utilizzatori di CBD, da solo non poteva bastare. La critica più grande che venne fatta, infatti, fu quella che i risultati di questi test fossero stati falsati dal famoso effetto placebo che portava le persone ad accettare l’efficacia del CBD tramite un meccanismo di autoconvincimento. Per questo motivo a tali risultati andavano affiancati dati scientifici che potessero sovvertire tale ipotesi e fornire dati concreti sui meccanismi di azione del cannbidiolo sull’organismo.

Questi studi sono quindi cominciati (ormai più di quarant’anni fa) e hanno portato a importanti scoperte scientifiche. Di notevole rilevanza gli studi condotti in Brasile sin dall’inizio degli anni Settanta sui potenziali effetti neuropsichiatrici di THC e CBD. Grazie ai test effettuati su modelli animali si è arrivati a scoprire un chiaro legame tra il CBD e l’attività antipsicotica.

Ma probabilmente il contributo della ricerca che più è stato d’impatto in questi decenni è quello che ha portato alla scoperta del sistema endocannabinoide.

Come agisce il CBD

Il CBD agisce sul sistema endocannabinoide. Si tratta di un complesso sistema del nostro corpo che contribuisce a regolare gran parte delle funzioni vitali. La sua scoperta effettuata all’inizio degli anni 90 ha portato una vera e propria rivoluzione nello studio del CBD e dell’altra sostanza oggetto di interesse contenuta nella cannabis: il THC. Da tali studi è emerso come in realtà i cannabinoidi vengano prodotti anche dallo stesso organismo umano e come questi interagiscono con l’esterno attraverso i recettori CB1. In sostanza, l’assunzione del THC, e successivamente del legalizzato CBD, agirebbe come stimolatore di tali recettori inducendo il sistema endocannabinoide ad avere uno stimolo più forte quando dall’esterno vengono introdotti cannabinoidi.

Lo studio sulla reale efficacia del CBD

Con  il proseguo di questi studi è emerso come l’introduzione di cannabinoidi all’interno del sistema cannabinoide contribuisca alla capacità di quest’ultimo di ridurre l’eccitazione neuronale. Questo porterebbe il soggetto che lo assume ad abbassare i livelli di ansia e di stress e a riuscire a mantenere la calma. E’ uno dei motivi che porta ad acquistare prodotti a base di CBD, anche online su siti specializzati, come JustBob.

Allo stesso tempo, si rendeva necessario scoprire anche come il CBT potesse avere degli effetti benefici riducendo l’infiammazione. Anche in questo caso, dopo diversi studi, è emerso come l’assunzione di cannabidiolo favorisca la produzione e il rilascio delle citochine pro infiammatorie che riescono a ridurre sensibilmente i processi infiammatori legati a traumi o a patologie varie.

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