di Giovanni Reho – Nell’attuale difficile fase storica si avverte nella vita di tutti la necessità di una adeguata competenza finanziaria attraverso una corretta educazione.

Le finalità dell’educazione finanziaria (in breve “Edufin”) possono riassumersi nella definizione del proprio rapporto con il denaro e nell’aiuto a prendere decisioni efficaci su come gestire e investire le risorse finanziarie disponibili, a prescindere dall’istruzione e dal livello di reddito.

L’assenza di competenze finanziarie ha infatti un andamento trasversale. Riguarda indifferentemente persone con un alto grado di scolarizzazione e redditi elevati e persone poco abbienti e meno istruite.

Assistiamo inoltre ad una fase di rapida evoluzione del panorama sociale, culturale, economico e tecnologico cui consegue una maggiore incertezza sui temi che riguardano il denaro, il risparmio e l’investimento.

In questo contesto, l’educazione finanziaria può fornire le indispensabili conoscenze che consentono di comprendere gli istituti e i concetti finanziari, per gestire al meglio le finanze personali e familiari ed assumere decisioni responsabili, per migliorare il proprio benessere economico e finanziario, sino poi, in una prospettiva più ampia, regolare e modulare i propri investimenti finanziari in modo efficace ed intelligente.

In una accezione più tecnica la legge 17 febbraio 2917, n. 15 ha definito “educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale” lo strumento fondamentale “per la tutela del consumatore e per un utilizzo più consapevole degli strumenti e dei servizi finanziari offerti dal mercato”. La legge rimanda alla stessa definizione dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) secondo cui per educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale si intende “il processo attraverso il quale le persone migliorano la loro comprensione degli strumenti e dei prodotti finanziari e sviluppano le competenze necessarie ad acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità finanziarie”.

Sul piano legislativo, il tema è molto vivace come conferma la previsione di un programma per una “Strategia nazionale per l’educazione, finanziaria, assicurativa e previdenziale” che si articola secondo quattro fondamentali linee guida.

Coordinare i soggetti pubblici e quelli privati, già attivi nella materia, promuovendo lo scambio di informazioni, esperienze, competenze e buone pratiche;

definire le modalità con cui le iniziative di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale possono entrare in sinergia con le attività proprie del sistema nazionale dell’istruzione;

stipulare convenzioni con associazioni rappresentative di categorie produttive, ordini professionali e università;

promuovere politiche nazionali in materia di comunicazione e di diffusione di informazioni dirette a valorizzare la competenza di tutti sui temi dell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale.

Nella direzione delle descritte linee guida, deve segnalarsi il recente debutto di un progetto culturale innovativo di Gian Maria Mossa, CEO e Direttore Generale di Banca Generali al fianco di Marco Montemagno, influencer e imprenditore digitale noto al mondo dei social.

Si potrebbe pensare ad un binomio inusitato, quando in realtà, nella visione dei due indiscussi talenti nei rispettivi ruoli professionali, si tratta di una straordinaria intuizione coerente con la direzione evolutiva (se non anche rivoluzionaria) che caratterizzerà nel prossimo futuro il percorso culturale, formativo e educativo, in particolare per le nuove generazioni, sui temi   della finanza, del risparmio e del corretto investimento.

Gli stili comunicativi competente, fluido e incisivo della figura istituzionale rappresentata dal CEO Mossa e quello diretto, affabile ed empatico dell’influencer Montemagno, in occasione della presentazione del progetto, hanno dato prova di una formidabile sintonia.

Una sintesi di eccezionale modernità, che nell’agenda formativa dei promotori dell’iniziativa si propone di educare al mondo della finanza incuriosendo e coinvolgendo con il rispetto e il rigore argomentativo proprio della funzione sociale dell’educatore e, allo stesso tempo, con il linguaggio semplice e fruibile mutuato dai nuovi moduli e modelli della comunicazione social.

Sullo sfondo dell’iniziativa la rivoluzione epocale denominata Web 3.0. Si tratta in sintesi dell’ultima evoluzione di internet, che trasforma il web in un database per facilitare l’accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni che non siano esclusivamente dei browser. Questa evoluzione si associa all’uso dell’intelligenza artificiale, blockchain, criptovalute, NFT, identità digitale, metaverso e poi ancora del web semantico e del geospazial web.

La peculiarità del Web 3.0 è quella di essere una rete di contenuti con una fonte decentrata non più legata ad un server o ad una piattaforma privata, con una proiezione sempre più concretamente indirizzata alla realtà virtuale, alla realtà aumentata, all’intelligenza artificiale e al machine learning.

Questo sfondo, nella complessiva e vastità dei suoi contenuti innovativi, rappresenta il propulsore della nuova iniziativa formativa nel settore della finanza, Edufin 3.0, firmata da Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali e Marco Montemagno.

Criptovalute e NFT, come ha precisato Gian Maria Mossa, non sono più realtà da ignorare. Negli Stati Uniti i cd. digital assets rappresentano una realtà conclamata di investimento al pari di ogni altro strumento finanziario tradizionale.

Il futuro non può attendere. Come afferma Mossa “è necessario accompagnare le grandi trasformazioni in modo consapevole” conciliando ed armonizzando la conoscenza delle nuovissime opportunità che offre la rivoluzione del web 3.0 con la chiarezza e la credibilità di chi è sempre in grado di offrire e diffondere un messaggio positivo nonostante ogni attuale incertezza. Encomiabilmente, questo il disegno sociale dell’iniziativa gratuitamente aperta a tutti.

Il progetto “EDUFIN 3.0” si declina secondo un palinsesto editoriale che contiene tutti i principali temi dell’educazione finanziaria tradizionale e quelli della recente innovatività del web 3.0 trasferita al settore del risparmio e degli investimenti grazie a blockchain, cryptovalute, NFT e metaverso.

Il veicolo comunicativo, come afferma Montemagno, sarà quello delle principali piattaforme dei social media, FB, TikTok, Istagram, YouTube, clip e podcast utilizzando come schermo il “cellulare” l’oggetto di simbiotico uso quotidiano in particolare per i giovani, La sfida sarà quella di coinvolgerli con temi di grande impatto educativo e sociale assicurando al progetto il suo meritorio obiettivo.

I giovani conoscono meglio di tutti cosa siano le cryptovalute e gli NFT mentre i meno giovani sanno cosa sia un bond o un’equity. L’iniziativa nasce anche per consentire l’incontro tra le diverse generazioni, rendendo fungibili le loro conoscenze, esperienze e culture.

In prospettiva sarà sempre più importante aprire il dialogo con le istituzioni ad ogni livello e contesto come ha auspicato Gian Maria Mossa, avvertendo l’impellente valore dell’iniziativa educativa nella direzione delle linee guida delineate dall’OCSE e dal legislatore.

Giovanni Reho

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