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Daaaaaalì, si sono molte A (addirittura 6) però è questo il titolo del nuovo film di Quentin Dupieux (conosciuto anche con lo pseudonimo di Mr. Oizo ) che è stato presentato in anteprima mondiale al festival del cinema di Venezia. Un film surrealista che dura meno di un ora e mezza ma che necessita almeno di due visioni per riuscire a coglierne tutti gli aspetti al meglio.

Che Dupieux fosse un regista particolare, sia per le tematiche che affronta sia per come le affronta lo avevamo già visto nel caso di Le Daim (Doppia pelle in italiano) dove ritroviamo un regista fallito interpretato da Jean Dujardin che dialoga con la sua giacca in pelle.

In Daaaaaalì invece Dupieux ci regala una prospettiva inedita dell’artista Salvator Dalì che vediamo interpretato da ben 5 attori diversi durante lo svolgersi del film, questo perchè ciascuno di essi mostra un lato diverso e anche un modo di interpretazione vocale e fisica differente.

Il Dalì originario ovvero quello che apre e che chiude il film è però interpretato da Edouard Baer che diventa esilarante fin dalla prima sua apparizione all’interno della pellicola. Baer era presente assieme al regista alla prima del film a Venezia e per l’occasione ha deciso di venirci assieme alla camicia del personaggio indossata all’interno del film. Ma la mise non era la sola cosa a tema, lo stesso attore era esplosivo, regalava siparietti ed osservazioni argute che durante la conferenza stampa hanno movimentato non poco la mattinata.

Oltre alla dimensione dell’onirico anche l’assurdo diventa un qualcosa di imprescindibile all’interno del film, dove si ride, si pensa e si riflette. Uno spaccato senza tempo ne dimensione specifica è il mondo di Salvator Dalì, un mondo dove i confini tra reale e finzione sono spesso senza confini.

Apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, Daaaaaaalì è un vero e proprio gioiello, era fuori concorso ma penso che se fosse stato inserito in qualche categoria avrebbe riportato di sicuro qualche premio. Non vedo l’ora di poterlo ammirare nuovamente nelle sale italiane quando uscirà, l’unica mi preoccupazione riguarda il doppiaggio perché nella versione originale gli attori si sono impegnati moltissimo a livello caratterizzante con la vocalità e sarebbe veramente peccato che questo aspetto finisse per andare perduto.

Ultima menzione, un plauso alle musiche del film che diventano dei veri refrain e tormentoni all’interno della pellicola.

VOTO: 10

Messua Mazzetto

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