selfie-merkel-negli-spogliatoi-della-germania(di Giulio Perrotta) Diciamolo chiaramente: non è proprio un bel periodo per la Germania. Prima lo scandalo Volkswagen, poi la scoperta sulla tecnica economica utilizzata per risollevarsi dalla crisi economica (utilizzare fondi pubblici per ristrutturare le aziende nazionali in crisi, quando in Europa erano i primi a vietare questa pratica); adesso questo!
Nove anni dopo il Mondiale 2006 scoppia un nuovo scandalo Fifa, questa volta a tinte tedesche: a denunciare l’accaduto è lo Spiegel, testata giornalistica di punta (diciamo un Fatto Quotidiano nostrano).
In particolare, si è scoperto che, attraverso l’uso di fondi neri, il comitato organizzatore del mondiale tedesco, allora presieduto da Franz Beckenbauer, aveva comprato i 4 voti decisivi in seno al comitato esecutivo della Fifa, con la quale la Germania superò 12 a 11 il Sud Africa e si aggiudicò la realizzazione dell’edizione 2006 (difatti, per non scontentare nessuno, l’edizione 2010 finì guarda caso proprio in Sud Africa).
Nella votazione, infatti, il membro neozelandese Charles Dempsey, senza apparente motivo, si astenne.

Dopo lo scandalo dei motori diesel truccati, come se non fosse sufficiente, il coperchio si scopre anche per un altro scandalo, dimostrando forse che il modello economico tedesco non è poi tutta questa perfezione!

Si è vero, i condizionali sono d’obbligo, perché tutta l’inchiesta del settimanale di Amburgo si fonda su anticipazioni che dovranno essere confutate; tuttavia, tra gli atti ritroviamo anche un comunicato del Presidente della Federazione Calcio Tedesca (Dfb), Wolfgang Niersbach, nel 2006 vice di Beckenbauer, che ammette candidamente l’irregolarità in un pagamento alla Fifa di 6,7 milioni di euro.
Secondo lo Spiegel, dunque, i fondi neri vennero creati attraverso una donazione privata, intercorsa prima del voto decisivo finale del 6 luglio 2000, pari a 10,3 milioni di marchi svizzeri (più o meno 13 milioni di marchi tedeschi dell’epoca), da parte del capo di Adidas Robert Louis-Dreyfus; quando poi nel 2005 lo stesso chiese i soldi indietro, il comitato organizzatore trovò il modo di restituirli di nascosto (o almeno così è dichiarato dalla testata giornalistica).
In buona sostanza, riassumendo, il settimanale si dichiara sicuro del passaggio di 6,7 milioni di euro dal comitato organizzatore tedesco a un conto svizzero della Fifa e, da qui, a quello di Zurigo di Louis-Dreyfus; come causale: il pagamento di una quota per la cerimonia di inaugurazione all’Olympiastadion di Berlino.
E adesso cosa potrebbe accadere? Il Sud-Africa potrebbe chiedere il risarcimento dei danni?

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