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Cosa succede a raccontare un’icona degli anni ‘80?

Se ne crea un mito, ed è questo che accade all’interno del documentario DOLPH:Unbreakable dove viene raccontata la storia (una piccola panoramica) di uno degli attori di action Movie più iconici di sempre, Dolph Lundgren.

L’arrivo di Dolph in questi giorni viene segnato dall’iconica frase di Rocky IV : “ti spiezzo in due” che l’attore recita in italiano sorridendo a prova di essere anche a lui a conoscenza del famoso tormentone/slogan che gli viene attribuito nella nostra penisola. Una frase che proprio in questi giorni compie quarant’anni , Rocky IV uscì nelle sale infatti proprio a Novembre 1985 diventando fin dalla prima proiezione un vero e proprio fenomeno culturale. Un film che cambia la vita a Dolph e diventa per lui uno spartiacque che lo trasforma da “quasi sconosciuto” (all’epoca era conosciuto sopratutto in America per essere il compagno di Grace Jones) in un attore internazionale riconosciuto in tutto il mondo.

Il documentario è stato presentato in occasione della 43* edizione del TFF e ha riscontrato una buona accoglienza da parte del pubblico.  DOLPH ha tenuto una conferenza stampa dove l’attore si è raccontato senza risparmiarsi tra successi e fallimenti personali tra i quali anche un dramma importante che è stato raccontato ampiamente all’interno del documentario, parlando della sua malattia con la quale continua una convivenza non sempre facilissima.

Durante la conferenza stampa ho avuto modo di chiedere la differenza tra il lavoro con il cinema italiano (tra i quali il recente The tracker del 2019 che lo vede recitare a fianco di Marco Mazzoli) e le produzioni d oltre oceano in America , Dolph ha espresso un plauso per il modo di fare artistico e l’approccio artigianale che noi italiani mettiamo nei nostri lavori , dal cameriere all’artista vero e proprio.

Un uomo grande in tutti i sensi è dunque Dolph Lundgren la quale forza sta nel combinare la cultura popolare a una parabola di vissuti unici e che oggi come ieri non smettono di affascinare e appassionare.

Messua Mazzetto

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