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Star Trek Discovery è di fatto la nuova ripartenza per la nota saga nata negli anni sessanta grazie alla geniale idea di Gene Roddenberry. Una nuova ripartenza non come fu per i film realizzati da J. J. Abrams e poi da Justin Lin che davano un nuovo inizio alla storia distaccandosi dagli eventi sviluppati in decenni di avventure, ma semplicemente come nuova linfa che ha rivitalizzato un brand che era momentaneamente finito nel limbo e innestandosi con attenzione e rispetto nella continuity originale e in quell’universo narrativo articolato e complesso che i fan avevano imparato ad amare. Dopo l’apprezzamento ottenuto da questo nuovo capitolo sono state prodotte anche opere come Picard e Lower Decks nonché l’imminente New Strange Worlds, che avrà per protagonisti alcuni personaggi visti all’interno della seconda stagione di Discovery.

La peculiarità maggiore di Discovery consiste nella struttura della serie. Se lo spettatore più accanito era abituato a vedere una trama di fondo svilupparsi dando però maggior attenzione ai singoli episodi solitamente indipendenti, qui ogni stagione propone una storia tutta sua che viene portata avanti in maniera decisa attraverso tutti i dieci episodi che la compongono introducendo nuovi sviluppi, nuovi personaggi o nuovi elementi. La seconda peculiarità che distingue Discovery è la necessità degli sceneggiatori di tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore attraverso elementi innovativi e rivoluzionari che però andavano in qualche modo innestati in un contesto quanto mai rigido e già perfettamente delineato: attraverso un lavoro complesso è stato possibile introdurre personaggi ben noti ai fan come Spock e Pike, ma anche elementi tecnologici talmente rivoluzionari la cui assenza nelle vecchie serie ambientate nel futuro diventava nota stonata nel contesto narrativo complessivo. Con un artificio narrativo ecco allora che gli sceneggiatori hanno trovato una motivazione per, diciamo, eliminare dalla continuity certi elementi, in una sorta di oblio tecnologico. In Discovery non risulta quindi più così assurdo sfruttare motori a spore che permettono viaggi di incredibili distanze in un solo attimo, oppure gestire i viaggio spazio-temporali da un futuro remoto. In questo modo si è riuscito a creare quel senso di meraviglia e stupore unendo questi aspetti a una buona narrazione solida ma anche capace di offrire diversi colpi di scena, alcuni dei quali davvero inaspettati, tanto da disorientare lo spettatore.

Nella prima stagione le vicende si incentrano sulla guerra contro i Klingon e sul delicato tema degli universi paralleli; nella seconda al centro della storia ci sono i viaggi temporali e il conflitto con una intelligenza artificiale pronta a disintegrare tutta la vita biologica esistente in tutta la galassia; infine la terza proietta i protagonisti in un futuro lontano dove la Federazione Unita dei Pianeti è solo un vago ricordo. Se la trama è un punto di forza della storia, anche gli effetti speciali utilizzati per realizzare sfondi, astronavi, battaglie sono davvero superbi. I personaggi poi hanno una tridimensionalità incredibile e i loro rapporti interpersonali sono sviluppati così bene da dar spazio a convincenti evoluzioni del singolo e del gruppo.

Grazie alla nuova edizione proposta da Paramount Pictures e distribuita da Koch Media è possibile immergersi nelle prime tre stagioni con un reparto audio e una sezione video all’altezza delle aspettative dei fan più esigenti ma anche approfondire l’argomento tramite una serie di contenuti speciali davvero eccezionali che si posizionano o all’interno dell’apposita sezione del disco o nel menù dei singoli episodi. In questo modo sarà possibile scoprire trucchi di scena, sentire commenti, studiare la realizzazione di Discovery o gustarsi le scene tagliate o quelle estese. I cortometraggi presenti sono poi quella chicca in più che rendono il cofanetto unico e prezioso, fornendo elementi utili alla storia e all’approfondimento dei personaggi. Tutto però facendo attenzione a quando guardarli.

Titolo: Star Trek Discovery st. 1-2-3

Distribuzione: Koch Media

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