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In un momento storico molto particolare dove in Francia si é celebrato il primo matrimonio omosessuale in Comune dopo la promulgazione della legge sulle unioni gay e dove anche in Italia il tema dei diritti da garantire alle coppie di fatto (oltre che una legge contro l’omofobia) si sta sempre più facendo “bipartisan” con le recenti aperture di autorevoli esponenti del PDL, il presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, ha nuovamente “tuonato” contro questo tipo di provvedimenti legislativi.

Non é ovviamente un caso che lo abbia fatto in questo momento, vista l’enorme influenza che la Chiesa da sempre esercita sul Parlamento Italiano e sulla società italiana in generale. Il tentativo di bloccare o, quantomeno, rendere più arduo un dibattito che sembra destinato finalmente ad una soluzione positiva circa la possibilità di vedere approvata anche in Italia una legge sulle coppie di fatto, é chiaro.

Staremo a vedere se i politici italiani si fermeranno nuovamente intimoriti dagli “anatemi” di Bagnasco, recentemente fischiato durante i funerali di Don Andrea Gallo.

Ma cosa ha detto Bagnasco? Il cardinale é intervenuto su tre temi: il matrimonio gay in Francia; i diritti per le coppie di fatto; il femminicidio.

Sul matrimonio gay ha detto che si tratta di un grave “vulnus” per la famiglia.

Sulle coppie di fatto ha detto che una legge non serve perché i diritti individuali sono già garantiti dal diritto civile.

Sul femminicidio ha detto che é un frutto della cultura delle emozioni rispetto alla cultura della ragione.

Bene avrebbe fatto Bagnasco, anziché esprimersi “a slogan” ad elencare le norme del codice civile che regolano la vita di coppia delle persone non sposate e dedurre quindi dove ci sarebbe questa tutela che renderebbe inutile la nascita di un nuovo istituto.

Bene avrebbe inoltre fatto Bagnasco ad usare più prudenza sulle parole riguardo al femminicidio. Le emozioni, in sé, non sono una cosa negativa. Emozioni e ragione insieme costruiscono la capacità relazionale positiva dell’uomo in quanto essere vivente che sta in mezzo agli altri e ha bisogno degli altri. Forse Bagnasco non avrebbe dovuto usare la parola cultura perché in un omicidio o in chi usa violenza non c’entrano nulla emozioni, cultura e ragione. C’é, semmai, tanta ignoranza e cattiveria che andrebbero non solo punite in modo esemplare ma soprattutto prevenute con una forte educazione al rispetto delle differenze fin da bambini. Compito della famiglia, certo, ma anche della scuola e, per chi segue la dottrina cattolica, anche della Chiesa.

Salvatore Primiceri

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