laboratorio-analisiUna nuova speranza nella lotta per il cancro dalla Francia? Sviluppato dalla società francese Rarecells, il test ISET (“Isolamento per dimensione delle cellule tumorali”) permetterebbe una diagnosi precoce del tumore con un semplice esame del sangue. Gli studi condotti dal team del professor Hofman (Istituto di ricerca sul cancro e invecchiamento di Nizza IRCAN) lo hanno confermato. Il test sarà commercializzato in Francia nel mese di novembre per i pazienti malati di cancro. Ad illustrare cosa cambia con questo metodo di rilevazione della malattia sulla stampa francese Patrice Paterlini-Bréchot , professoressa di biologia molecolare e cellulare presso l’Università Paris-Descartes, e fondatore di Rarecells diagnosi.: Ciò che è stato dimostrato è la possibilità di fare una diagnosi prima che il cancro sia diagnosticabile da semplici immagini del sangue! E’ noto che la diagnosi precoce dà una maggiore possibilità di salvare il paziente. . Tuttavia, attualmente, il test non dice da quale organo derivano le cellule tumorali. Questo è una degli aspetti della ricerca da sviluppare. La professoressa ha precisato di lavorare su questo argomento da quasi venti anni. Il primo articolo é datato 1997, e due anni dopo era partita la ricerca. “Sulla base di studi su animali, abbiamo capito che le cellule tumorali sono nel sangue per anni prima della prima metastasi. Abbiamo visto una speranza per impedire la formazione della prima metastasi, e salvare il paziente. La nostra squadra ha visto chiaramente che la possibilità di salvare vite dipendeva dalla possibilità di effettuare una prova su un lato, con una sensibilità senza precedenti, e in secondo luogo senza errori”. Allo stato la ricerca é impegnata anche nella diagnosi prenatale per isolare dal sangue di donne incinte le cellule del trofoblasto (placenta, ndr).  Il team sta lavorando anche in questo settore, ed ha condotto una validazione clinica e ha pubblicato numerosi articoli. La rilevazione di trisomia 21 da questo sistema è attualmente in fase di studio. Questi nuovi test determineranno anche se queste cellule tumorali circolanti sono portatori di mutazioni che aiuteranno a scegliere i nuovi trattamenti mirati al sangue semplice, senza la necessità di un’applicazione biopsia chiamata “biopsia liquida”. Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci auguriamo che anche possa essere presto commercializzato in Italia e nel resto d’Europa per salvare quante più vite possibili dal terribile flagello del 21esimo secolo.

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