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image002Nel 1974 Rory Gallagher si era già affermato come uno dei migliori artisti in studio e live performer della sua generazione. Aveva quattro anni di carriera solista di successo alle spalle, dopo la sua dipartita dalla formazione dei Taste, già acclamata dalla critica. Negli anni 1970-1974 aveva prodotto cinque album e un programma quasi continuativo di tour. Si trovava a metà di quello che sarebbe stato il decennio più prolifico della sua carriera ed era al top assoluto delle sue prestazioni. Al contrario, la patria di Gallagher e la sua amata città di adozione, Belfast, in particolare, attraversavano un triste declino. Il clima politico dell’Irlanda del Nord alla fine degli anni ’60 / primi anni ’70 vedeva Belfast squarciata da alcune delle violenze più devastanti nella storia del paese. Nel 1973, durante il tour invernale di Gallagher, Belfast era in ginocchio. Roy Hollingworth, giornalista per Melody Maker, presente allo spettacolo alla Ulster Hall descriveva la città in frantumi, deserta e lugubre. La scena della musica dal vivo era inesistente, ma Gallagher era disposto a portare una data del tour a Belfast al culmine dei Troubles che laceravano il paese. Mentre i suoi contemporanei avevano voltato le spalle alla città, il rifiuto di Rory di fare altrettanto conquistò il cuore di migliaia di fan in tutto il paese. “Non vedo alcuna ragione per non suonare a  Belfast. I bambini vivono ancora qui”, disse Gallagher più volte in merito alla sua decisione di suonare a Belfast. E così, Rory e la sua band, Gerry McAvoy (basso), Rod De’ath (batteria) e Lou Martin (tastiere) tornarono nuovamente nell’inverno del 1973 per quello che sarebbe diventato il celebre Tour irlandese. L’acclamato regista Tony Palmer fu ingaggiato per documentare il tour. Palmer aveva conosciuto Gallagher sei anni prima, nel 1968, quando i Taste avevano fatto da spalla ai Cream al loro famoso spettacolo di addio alla Royal Albert Hall. Palmer si trovava lì a registrare l’ultima performance del super gruppo, e notò immediatamente lo straordinario talento del giovane Gallagher. Quando gli fu chiesto di accompagnare Rory nel tour irlandese nell’inverno del 1973, Palmer colse l’occasione. Più che consapevole della situazione socio-politica nel nord del paese in quel momento, e del rifiuto di Rory di prendervi parte, Palmer dichiarò che la proposta era ‘molto interessante’. ‘Rory tenne a precisare che non era attivo in qualsiasi senso politico’ dice Palmer, ma sentiva fortemente che gli doveva essere consentito di suonare sia in Irlanda del Nord che nella Repubblica. ‘Non voglio fare un film dal contenuto politico ma sarà evidente di per sé’, disse Gallagher.

Entrambi gli spettacoli di Dublino e Cork hanno un impatto decisivo sul documentario e l’attitudine dignitosa, ribelle a imparziale di Rory a Belfast contribuì a rendere questa registrazione un momento di svolta per intere schiere di devoti fan di Rory.

L’Irish Tour del ’74 fu una serie performance dal vivo dalla classe ineguagliabile. Si tratta di uno dei più grandi album dal vivo di tutti i tempi. Senza modifiche fatte in studio, senza sovraincisioni. Un album veramente dal vivo. Leggenda. Questa nuova edizione deluxe dispone, per la prima volta su disco, di ognuno di questi concerti indimenticabili. Sette album di audio completamente rimasterizzato tra cui 43 registrazioni inedite, più il lungometraggio diretto da Tony Palmer e un grande booklet a colori. Il tutto contenuto in un packaging deluxe.

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