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Soldiers carry an image of North Korea's founder Kim Il-sung during a military parade to celebrate the centenary of his birth in Pyongyang(di Jessica Sabatelli) Un ricercatore nel campo delle armi biochimiche della Nord Corea, si è recato in Finlandia lo scorso mese portando con sé qualcosa d’inaspettato: un’hardisk contenente informazioni riguardo presunti esperimenti in laboratorio con cavie umane. Questo è quello che riferiscono delle fonti alla Yonhap News Agency, la più grande agenzia giornalistica della Corea del Sud.

Lo scienziato in questione, un uomo di 47 anni conosciuto come Lee (il nome completo è sconosciuto alle fonti ufficiali), sarebbe stato un ricercatore nei laboratori di Ganggye nella provincia di Chagang. Una fonte proveniente da un’associazione sui diritti umani dello stesso paese, dichiara alla Yonhap News Agency: “Lee ha deciso di rendere pubblici quei dati, perchè era scettico riguardo le sue ricerche”.

Lee è giunto in Europa prendendo un volo partito dalle Filippine, portando con sé il database contenente 15 gigabyte di risultati scientifici ottenuti attraverso la sperimentazioni sugli esseri umani.

Già in passato, altri ex collaboratori del progetto hanno deciso di rivelare queste atrocità, come il soffocamento di prigionieri di guerra in camere a gas, test su armi chimiche mortali e interventi senza anestesia.

La testimonianza dell’ex prigioniera Lee Soon Ok, che ha raccontato la sua esperienza al Senato degli Stati Uniti e ha scritto un libro dal titolo “Eyes of the Tailles Animals“, spiega come venissero somministrati ai disertori sostanze letali per la sperimentazione. In particolare, racconta di un esperimento nel quale 50 donne in salute erano state selezionate e poi avvelenate tramite cibo e tutte loro dovevano mangiare, nonostante piangessero e si disperassero vedendo le altre donne farlo,  morendo prima di loro. Rifiutarsi di ingerire il cibo comportava la persecuzione delle loro famiglie.

Known Hyok, un ex agente della security del regime, descrive come i laboratori fossero muniti di camere a gas, dove due o più persone, specialmente famiglie, erano soggette a degli esperimenti. Ricorda, soprattutto, una famiglia, composta da i genitori e due figli, sottoposta alla somministrazione di gas, con i coniugi che cercavano di soccorrere i figli attraverso la respirazione bocca-a-bocca, fino a quando, non hanno perso i sensi anche loro.

La testimonianza di Known, a riprova del vero, è stata supportata da documenti autenticati da Kim Sang Hun, un attivista e esperto sui diritti umani della Korea, e descriventi il trasferimento di prigionieri destinati alla sperimentazione.

Una realtà talmente sconvolgente che dev’essere ancora confermata da ulteriori prove, magari incontrovertibili. In attesa che questo avvenga, i ricercatori “pentiti” testimonieranno davanti al Parlamento Europeo, entro questa estate, così da non far calare il silenzio in una vergogna vicenda che dovrebbe naturalmente innescare una serie di reazioni diplomatiche a catena, portando prima di tutto alla verità, alla scoperta degli scopi dei progetti e alle ragioni che hanno spinto il regime dittatoriale ad appoggiare queste pratiche disumane e fuori da ogni logica umana.

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